Un percorso fotografico tra viaggio, memoria e letteratura.
Tra le mostre più attese della 57ª edizione delle Rencontres de la Photographie d’Arles, in programma dal 6 luglio al 4 ottobre 2026, spicca Nos rêves lointains. Regards sur la collection photographique de la Fnac autour d’un récit de Natacha Appanah. Ospitata negli spazi dell’Espace Monoprix, l’esposizione si inserisce nella sezione “Traversées” del festival, il cui tema generale di quest’anno è “Des mondes à relire”: mondi da rileggere. E quale modo migliore di rileggere il mondo se non attraverso il tema del viaggio interpretato dai più grandi fotografi del passato e del presente. La mostra non si limita solo a mostrare le fotografie della collezione ma le mette in dialogo tra loro grazie al contributo letterario della scrittrice Natacha Appanah, offrendo una prospettiva inedita su una delle più significative collezioni fotografiche aziendali francesi nell’unione tra fotografia e letteratura.
Fin dalla sua fondazione nel 1978, Fnac ha costruito un patrimonio fotografico che oggi conta quasi 1.800 stampe, oggi conservate al Musée Nicéphore Niépce di Chalon-sur-Saône. Per l’occasione, le curatrici Fannie Escoulen e Laure Augustins hanno selezionato circa un centinaio di immagini legate al tema del viaggio e dello spostamento, affidandone la rilettura alla scrittrice Natacha Appanah, vincitrice del Premio Femina 2025 per il suo romanzo La Nuit au cœur. Appanah non commenta le fotografie né tantomeno le descrive ma le attraversa, le abita, le ordina in un racconto originale che intreccia partenze, ritorni, erranze e memoria personale. Il progetto letterario, pubblicato da Gallimard quest’anno come catalogo della mostra, affianca così l’esposizione con un volume che permette di prolungare l’esperienza anche al di fuori delle sale.
Il percorso espositivo riunisce un mosaico di sguardi che, pur nella loro diversità geografica, stilistica e temporale, condividono lo stesso filo conduttore: il desiderio di guardare il mondo e restituire i suoi dettagli più vari attraverso lo scatto della macchina. Sono presenti un ampio ventaglio di immagini: da treni e passeggeri immortalati da Sebastião Salgado (1944‑2025) alle steppe mongole di Sophie Zénon (1965); dai tranche de vie di Henri Cartier-Bresson (1908-2004) alle vedute italiane di Luigi Ghirri (1943-1992) unendo insieme opere di fotografi contemporanei come Wim Wenders (1945) e Raymond Depardon (1942) a quelle dei fotografi del passato come Berenice Abbott (1898-1991) e Werner Bischof (1916‑1954) a sottolineare anche la varietà della collezione Fnac.
Lo spazio espositivo si posiziona tra i luoghi più peculiari del festival Rencontres: il grande Espace Monoprix è ricavato dal piano superiore di un supermercato costruito negli anni ’60 che il visitatore deve attraversare per avere accesso alle varie mostre. Come altri, l’Espace Monoprix si configura all’interno del progetto di ricostruzione e riqualificazione del centro di Arles, uno dei vantaggi fondamentali portati alla città dal festival di fotografia. Per l’occasione, la spoglia architettura viene trasformata in quella che si può descrivere come un’improbabile “sala d’imbarco”, un luogo di passaggio e transizione che accompagna il pubblico in un vero e proprio viaggio sensoriale. La scenografia è costruita su movimenti e rimandi tra fotografie ed estratti dei testi di Appanah che il visitatore può leggere sulle pagine esposte e posizionate tra le fotografie come a indicare delle brevi pause dal viaggio visivo che si stava compiendo per tornare alla parola e alla narrazione dell’autrice. I curatori hanno inoltre deciso di rendere più immersiva l’esperienza della mostra permettendo di seguire la dolce voce di Natacha Appanah mentre recitava il suo testo accompagnandoci di foto in foto.
Nos rêves lointains si distingue per non essere semplicemente l’esposizione della collezione Fnac, ma soprattutto per rappresentare una riflessione sulla storia della fotografia e delle personalità che col loro modo di vedere sono riuscite ad evidenziare quello che significa vivere nella diversità di esperienze e di luoghi del mondo che abitiamo. Il viaggio e l’esplorazione sono temi tanto importanti quanto ampi e già battuti nell’ambito fotografico, dunque il rischio che la mostra sembrasse una mera riunione di nomi famosi e immagini iconiche era dietro l’angolo. Tuttavia l’intervento letterario da parte della scrittrice ha permesso di ritrovare un senso al tutto evitando di far mostrare le fotografie come semplici documenti ma trasformandole in territori narrativi da immaginare e abitare. Nel ricco programma di Rencontres d’Arles ha il merito di rallentare lo sguardo del visitatore, invitandolo contemplare le foto e ad associarle a parole e concetti che vanno oltre l’immediata rappresentazione di un paesaggio. Dunque il dialogo tra fotografia e scrittura non risulta infine solo un espediente curatoriale, ma diventa esso stesso il cuore del progetto, offrendo un’esperienza che può essere rivolta tanto agli appassionati di fotografia quanto ai lettori in cerca di un viaggio fuori dagli schemi.
Informazioni
- Titolo mostra: Nos rêves lointains. Regards sur la collection photographique de la Fnac autour d’un récit de Natacha Appanah
- Sede: Espace Monoprix, boulevard Émile Combes / place Lamartine, 13200 Arles
- Date: 6 luglio – 4 ottobre 2026
- Orari: 9:30 – 19:30
- Festival: Les Rencontres de la Photographie d’Arles, 57ª edizione
- Pubblicazione correlata: Nos rêves lointains, Natacha Appanah, Gallimard, 2026
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