Dal manga di Fujimoto al Lido: perché il nuovo film di Kore’eda è uno dei più acclamati del Festival

 

In questi dieci giorni gli occhi di tutto il mondo sono puntati sull’isola del Lido di Venezia, dove si tiene l’annuale Mostra del Cinema. Pure quest’anno non mancano nomi pesanti e grandi ritorni: da Nanni Moretti, al suo storico ritorno in gara a 37 anni dall’ultima partecipazione, a Werner Herzog, Martin McDonagh, Florian Zeller e Lee Chang-dong, che torna al cinema dopo anni di silenzio. È di sicuro una gara combattuta, fatta di grandi favoriti ma anche di piccoli capolavori che arrivano una sera in silenzio a cambiare le carte in tavola. Stiamo parlando, tra i film in concorso, di “Look Back”, la nuova produzione di Hirokazu Kore’eda presentata al festival il 7 settembre e su cui si potrebbe già cominciare a scommettere per il Leone d’Oro.

Look Back di Kore'eda alla Biennale di Venezia 2026
Look Back di Kore'eda alla Biennale di Venezia 2026

Il ritorno di Kore’eda in Concorso a Venezia

Il film segna il ritorno di Kore’eda in Concorso a Venezia dopo sette anni, da quando “Le verità” aprì la Mostra nel 2019, e arriva dopo un 2026 in cui il regista aveva già presentato a Cannes “Sheep in the Box”: raramente un autore si è ripresentato al Lido con un film capace di generare un consenso critico così ampio e trasversale nel giro di poche ore.

Look Back di Kore'eda alla Biennale di Venezia 2026
Hirokazu Kore-eda. Foto di Kevin Paul. 
Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

Dal manga di Tatsuki Fujimoto al film: la genesi di Look Back

La genesi di “Look Back” raccontata dallo stesso regista ha già i contorni della leggenda. Rientrando in treno da Kyoto, Kore’eda si è imbattuto per caso nella copertina di un volume esposto in una libreria della stazione di Shinagawa: lo ha preso d’istinto e lo ha divorato in un’unica notte, restando folgorato dal manga one-shot di Tatsuki Fujimoto, pubblicato per la prima volta online nel 2021. Il regista ha raccontato quell’incontro come una spinta gentile ricevuta in un periodo personale di difficoltà: “Mi chiedevo a cosa servisse il cinema in un momento come quello. Quel manga è stato come se qualcuno mi avesse dato una spinta, un incoraggiamento a continuare“.

La trama: Fujino e Kyomoto, due mangaka in cerca di sé stesse

Il film segue la vita di Fujino e Kyomoto, inizialmente solo due bambine, poi adolescenti, poi giovani donne di una piccola città giapponese, unite da un’unica passione: diventare importanti mangaka (autrici di fumetti manga). Le due protagoniste sono figure opposte eppure complementari: Fujino è sicura di sé, determinata, convinta del proprio talento, mentre Kyomoto è una vera e propria hikikomori che vive reclusa nella sua casa, capace di dedicare ogni istante della propria vita al disegno degli sfondi. Il loro sodalizio artistico parte dagli anni di scuola e attraversa tredici anni, ma è nello spazio ristretto e formativo di circa un anno e mezzo che il film concentra l’essenza di questo legame assoluto tra due sensibilità così diverse ma affini.

Look Back di Kore'eda alla Biennale di Venezia 2026
Look Back di Hirokazu Kore-eda. Courtesy La Biennale di Venezia 
Look Back di Kore'eda alla Biennale di Venezia 2026
Look Back libro Manga di Tatsuki Fujimoto

Uno stile che incanta: tempo, suono e lirismo alla Miyazaki

Su questa materia semplice, Kore’eda costruisce quello che la critica italiana sta già definendo uno dei film più riusciti di questa edizione. Il regista è capace di restituire lo scorrere del tempo, in particolare dell’infanzia e dell’adolescenza, con un naturalismo incantato e poetico. Si vede il vento che piega l’erba o la neve alta in cui i corpi minuti delle due protagoniste faticano e si rialzano, come fosse una metafora della crescita, toccando vertici di lirismo capaci di richiamare i capolavori di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli, non a caso anche sottilmente citati nel film.

L’elemento che sconvolge maggiormente è la capacità di Kore’eda di trasformare l’atto statico e muto del disegnare in vera azione cinematografica, sottolineando l’aspetto sonoro dell’azione e come essa cambia nel corso del tempo: dal pennino sul foglio al ticchettio delle tavolette grafiche elettroniche, fondendosi con le musiche originali del compositore Yuta Bandoh.

Il lutto e il silenzio: la parte più dolorosa del film

Come nella vita, anche durante la narrazione dell’avventura di Fujino e Kyomoto accade qualcosa di drammatico e doloroso che pone lo spettatore di fronte a un silenzio straziante e incolmabile, senza tentare di fornire spiegazioni o consigli su come affrontare una perdita, ma offrendo il tempo di elaborare singolarmente quello che accade. Allora gli spazi vuoti, una sedia abbandonata e un foglio di carta lasciato a metà diventano simboli universali di quello che è stato e che poteva essere, delle passioni di ogni essere umano che danno la spinta necessaria a creare relazioni e lasciare una propria traccia nel mondo.

Look Back di Kore'eda alla Biennale di Venezia 2026
Look Back di Hirokazu Kore-eda. Foto Hideaki Hamada. Courtesy La Biennale di Venezia  

Quando esce Look Back al cinema

Bisognerà aspettare ancora qualche mese per vedere “Look Back” sul grande schermo, ma prima di allora, il 12 settembre, il Lido potrebbe già avergli consegnato il premio più ambito di tutta la Mostra del Cinema.

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