Scultura e Fotografia a confronto alla Fondazione Querini Stampalia
Fondazione Querini Stampalia Disapparire. Antonio Corradini e Luigi Ghirri 13 dicembre 2025 - 12 aprile 2026 Foto Adriano Mura Alla Fondazione Querini Stampalia, fino al 12 aprile 2026, prende forma una mostra capace di mettere in discussione il nostro modo di guardare. Disapparire. Antonio Corradini e Luigi Ghirri non è una semplice esposizione, ma un percorso concettuale che intreccia scultura, marmo e fotografia in un confronto inatteso, ambientato nel cuore di Venezia, città da sempre sospesa tra apparizione e dissolvenza.
L’accostamento tra Antonio Corradini, protagonista del Settecento veneziano e napoletano, e Luigi Ghirri, figura chiave della fotografia italiana del Novecento, può sembrare inizialmente spiazzante. Il primo è celebre per la sua straordinaria capacità di trasformare il marmo in materia vibrante, quasi immateriale; il secondo ha costruito un linguaggio fotografico sobrio, anti-retorico, fondato sull’attenzione al quotidiano e ai limiti della percezione. Eppure, è proprio nella distanza storica e linguistica che nasce un dialogo sorprendentemente coerente.
Il filo conduttore della mostra è il tema del velo, inteso non solo come elemento iconografico, ma come dispositivo concettuale. Nel lavoro di Corradini, il velo scolpito diventa una sfida estrema alla materia: il marmo perde la sua durezza e si trasforma in pelle, tessuto, respiro. Le figure femminili velate, così come i soggetti sacri, sembrano esistere in una dimensione di passaggio, in bilico tra presenza e sparizione. Lo sguardo dello spettatore è chiamato a completare ciò che non è mai completamente dato.
Il cuore dell’esposizione nasce dal ritrovamento di un delicato medaglione in marmo raffigurante un volto femminile velato, attribuito a Corradini e proveniente dai depositi della Fondazione. Questa Fede velata, fragile e intensissima, diventa il punto di partenza per un confronto con altre opere fondamentali dell’artista: il bozzetto in terracotta del Cristo velato, ideato per la celebre Cappella Sansevero di Napoli, e un busto marmoreo conservato a Ca’ Rezzonico. In tutti questi lavori, la scultura non afferma la propria massa, ma sembra negarla, trasformando il marmo in una superficie di luce trattenuta.
In questo contesto, la scultura non è mai un’affermazione definitiva: è piuttosto una domanda rivolta allo sguardo. La materia appare sul punto di dissolversi, come se l’opera fosse attraversata da una tensione interna tra ciò che si manifesta e ciò che sfugge. Il marmo diventa così un mezzo per riflettere sulla precarietà della visione e sulla responsabilità di chi guarda.
A dialogare con queste opere interviene la fotografia di Luigi Ghirri, con una selezione di immagini provenienti dal Fondo Ghirri, oggi in comodato alla Fondazione Querini Stampalia. Anche qui, la visione è tutt’altro che assertiva. Paesaggi immersi nella nebbia, architetture marginali, orizzonti bassi e cieli lattiginosi costruiscono immagini sospese, attraversate dal tempo e dalla memoria. Per Ghirri, fotografare non significa catturare il reale, ma riconoscerne l’irriducibile opacità.
Fondazione Querini Stampalia Disapparire.
Antonio Corradini e Luigi Ghirri
13 Dicembre 2025 – 12 Aprile 2026
Foto Adriano Mura
Fondazione Querini Stampalia Disapparire. Antonio Corradini e Luigi Ghirri 13 dicembre 2025 - 12 aprile 2026 Foto Adriano Mura La mostra non si fonda su somiglianze formali, bensì su una comune attitudine conoscitiva. Corradini e Ghirri lavorano entrambi sul limite del visibile, sul confine tra ciò che appare e ciò che si ritrae. Se nella scultura il velo è scolpito nella pietra, nella fotografia il velo è fatto di luce diffusa, di distanza, di silenzio visivo. In entrambi i casi, l’immagine non si offre mai come definitiva, ma come esperienza da attraversare lentamente.
L’allestimento rafforza questa idea di soglia. Un tessuto bianco, sottilissimo, riveste le pareti e trasforma lo spazio espositivo in un ambiente ovattato, quasi rarefatto. Le opere non si impongono allo sguardo, ma emergono gradualmente, a seconda della distanza e dell’angolazione. Il visitatore è invitato a rallentare, ad accettare l’incertezza, a sostare nel dubbio.
Fondazione Querini Stampalia Disapparire. Antonio Corradini e Luigi Ghirri 13 dicembre 2025 - 12 aprile 2026 Foto Adriano Mura Inserita nel contesto di Venezia, la mostra assume una risonanza particolare. La città lagunare è, per sua natura, un luogo in cui ogni immagine è instabile, riflessa, destinata a mutare. Acqua, luce e architettura convivono in un equilibrio fragile, dove la bellezza è sempre accompagnata dalla possibilità della scomparsa. In questo scenario, Disapparire non propone risposte univoche, ma suggerisce un atteggiamento: guardare significa anche accettare di non possedere pienamente ciò che si vede.
In definitiva, il dialogo tra scultura, marmo e fotografia costruito da Antonio Corradini e Luigi Ghirri invita a ripensare l’atto del vedere come esperienza incompleta, aperta, vulnerabile. Una mostra che, più che mostrarsi, chiede di essere abitata con attenzione, nel segno di una visione che sa farsi fragile e consapevole.
Fondazione Querini Stampalia Disapparire.
Antonio Corradini e Luigi Ghirri
13 Dicembre 2025 – 12 Aprile 2026
Foto Adriano Mura