Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel
Hotel Dolder Grand a Zurich, lobby
Venezia: una città dove arte e hotel condividono la scena
Tra le città del mondo in cui arte e ospitalità di lusso trovano un’armonia perfetta, Venezia occupa una posizione unica. Da sempre celebrata come crocevia culturale e icona di bellezza, la Serenissima ospita oggi alcuni dei più spettacolari art hotel d’Europa.
Venice Venice Hotel
Questo hotel visionario si presenta come un vero e proprio manifesto culturale. Accoglie opere di Francesco Simeti, Fabio Viale, Igor Mitoraj e Renato D’Agostin, insieme a un’intera sezione dedicata alla Poesia Visiva e all’Arte Povera, con lavori di Beuys, Chiari, Kounellis e Boetti. Ogni spazio è curato per suscitare meraviglia e contemplazione.
Fabio Viale, Pietà, al Venice Venice Hotel
St. Regis Venezia
The St. Regis Venice
Affacciato sul Canal Grande, questo gioiello ha riaperto nel 2019 dopo un meticoloso restauro ispirato al linguaggio architettonico di Carlo Scarpa. Oggi si presenta come un polo culturale, con installazioni site-specific e collaborazioni internazionali con artisti come Ai Weiwei, Julian Opie, Koen Vanmechelen, Olivier Masmonteil ed Esther Stocker. Il risultato è un’esperienza immersiva in cui arte e paesaggio urbano si fondono in modo armonioso.
Ca’ di Dio
Hotel a cinque stelle progettato da Patricia Urquiola e situato presso l’Arsenale, Ca’ di Dio unisce interni raffinati a fotografie e opere site-specific integrate nella sua architettura rinascimentale. Collabora regolarmente con la Biennale di Venezia, rafforzando il suo ruolo di polo culturale nel cuore del sestiere di Castello.
Ca’ di Dio
La sala da ballo dell’Aman Venezia, situata al piano nobile
della proprietà. Courtesy di Aman Venezia.
Aman Venice
Affacciato sul Canal Grande, questo gioiello ha riaperto nel 2019 dopo un meticoloso restauro ispirato al linguaggio architettonico di Carlo Scarpa. Oggi si presenta come un polo culturale, con installazioni site-specific e collaborazioni internazionali con artisti come Ai Weiwei, Julian Opie, Koen Vanmechelen, Olivier Masmonteil ed Esther Stocker. Il risultato è un’esperienza immersiva in cui arte e paesaggio urbano si fondono in modo armonioso.
Ca’ di Dio
Hotel a cinque stelle progettato da Patricia Urquiola e situato presso l’Arsenale, Ca’ di Dio unisce interni raffinati a fotografie e opere site-specific integrate nella sua architettura rinascimentale. Collabora regolarmente con la Biennale di Venezia, rafforzando il suo ruolo di polo culturale nel cuore del sestiere di Castello.
Andrea Roggi, 'L’oro di Venissa'
Quando hotel e ristoranti diventano gallerie d’arte
L’arte ha sempre cercato nuovi spazi — e oggi hotel e ristoranti si trasformano in raffinati luoghi in cui il lusso incontra la narrazione culturale.
Basti pensare a Casa Cipriani a Milano. Il progetto Arte a Casa riunisce 29 artisti, da Lucio Fontana a Letizia Battaglia, con opere distribuite tra corridoi, scale, sale da pranzo e spazi comuni. L’iniziativa, accompagnata da incontri con gli artisti e visite guidate, dissolve il confine tra ospitalità e fondazione culturale.
Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1954
e Concetto spaziale, Attese, 1967. Courtesy: Tornabuoni Arte. Immagine di Andrea Rossetti.
Man Ray, La mode au Congo, 1937-1980.
Courtesy: Giò Marconi. Immagine di Andrea Rossetti
A Palazzo Ripetta a Roma, edificio del XVII secolo, opere di Pomodoro, Manzù, Ortiz e Giacomo Triga si integrano con il design contemporaneo. A Sorrento, Maison La Minervetta è la casa di un collezionista trasformata in hotel, dove opere di Andy Warhol, Michelangelo Pistoletto e Gaetano Pesce dialogano con viste sul mare e arredi da collezione. Il fondatore ha recentemente aperto La Casa di Maratea, un rifugio artistico nel Sud Italia.
Il Grand Hotel Principe di Piemonte a Viareggio unisce la sua anima storica a camere dedicate a Guttuso e sculture di Mitoraj e Giannelli. Intanto, il Six Senses Rome, anch’esso firmato da Patricia Urquiola, presenta una selezione curata da Federica Sala che reinterpreta temi classici in chiave contemporanea.
Da Parigi a New York: una tendenza globale
Dalle ville sul mare Mediterraneo ai palazzi storici romani, dai concept bar parigini ai ristoranti visionari di Berlino e Londra, la tendenza dell’art-hospitality è ormai globale.
A New York, il Mr. C Seaport Bellini Restaurant firmato Cipriani rappresenta un perfetto esempio di “lusso artistico”. Progettato dall’architetto Thomas Juul-Hansen, questo boutique hotel occupa una serie di edifici storici in mattoni rossi. Gli interni in palissandro, ottone e marmo di Carrara emanano un’eleganza discreta.
Ma il fulcro visivo è un grande murale fotografico di Max Farina, artista visivo milanese. L’opera cattura il Canal Grande in una composizione poetica e stratificata — portando lo spirito di Venezia nello skyline di Manhattan. Farina, noto per le sue esplorazioni della molteplicità visiva e della sovrapposizione d’immagini, riesce a creare un ponte tra il patrimonio europeo e la modernità americana.
Max Farina, Rivus Altus opere fotografiche
al Ristorante Mr. C Seaport, Bellini a New York
La Venezia di Max Farina a Beverly Hills di
Questo dialogo artistico prosegue sulla West Coast con i Mr. C Residences a Beverly Hills, un progetto residenziale di alto profilo firmato dalla famiglia Cipriani. Con architettura di Ray Kappe e interni di Marcello Pozzi, questi spazi luminosi rivestiti di vetro ospitano le fotografie di Farina.
Le sue evocative immagini di Venezia trasformano le pareti in paesaggi contemplativi, esplorando luce, riflessione e forma architettonica. Queste opere vanno oltre la decorazione: instaurano un dialogo visivo con l’identità veneziana, sospesa tra nostalgia e visione moderna. L’integrazione del lavoro di Farina sia a New York sia a Los Angeles sottolinea le profonde radici culturali del marchio Cipriani.
Max Farina, le opere di Rivus Altus al Mr. C Residences a Beverly Hills
Un nuovo modo di vivere con l’arte
L’inclusione dell’arte di Max Farina nel contesto di hotel e residenze di lusso segna un cambiamento più ampio nel concetto stesso di vivere l’alto di gamma. In questo nuovo paradigma, l’arte non è più un accessorio di lusso: è una parte essenziale del modo in cui abitiamo lo spazio. La fotografia contemporanea di Farina offre un nuovo sguardo attraverso cui vivere una città iconica come Venezia, anche a migliaia di chilometri di distanza.
In contesti come questi, tutto — dall’architettura al servizio — fa parte di una narrazione estetica coerente. Le opere, spesso site-specific o frutto di collaborazioni esclusive, diventano un’estensione naturale dell’identità e della filosofia della struttura.
Artisti come Max Farina danno forma a un modo di vivere raffinato, emozionale e culturalmente ricco, in cui Venezia, l’arte, gli hotel e il lusso si fondono in un’unica, profondamente umana, storia.