Marcovinicio, Silenziosa disciplina
Bellano: Marco Cordero and the dialogue between contemporary art and landscape
A Bellano, il progetto BAC – Bellano Arte Cultura propone una riflessione sull’ambiente alpino attraverso la mostra Elegia per un ghiacciaio di Marco Cordero, ospitata tra il Museo Giancarlo Vitali e lo spazio di San Nicolao Arte Contemporanea. Le sue sculture e installazioni, realizzate con materiali come carta, pietra e metallo, affrontano il tema della montagna come corpo fragile, segnato dal cambiamento climatico e dalla perdita di un equilibrio ancestrale.
L’opera video che dà il titolo alla mostra rafforza questa dimensione elegiaca, suggerendo una riflessione sullo scioglimento dei ghiacciai come metafora di futuri interrotti. Il dialogo con le sculture in rame di Danilo Vitali, ispirate ai processi di stratificazione geologica, e con la pittura intensa e visionaria di Giancarlo Vitali amplia il discorso, trasformando Bellano in un vero palinsesto culturale. Qui l’arte contemporanea si innesta sulla tradizione locale, restituendo una visione complessa del rapporto tra uomo e ambiente.
Marco Cordero, Elegia per un ghiacciaio, San Nicolao Arte Contemporanea, 2025
Sondrio: da Carlo Fornara a Giosetta Fioroni, la neve come memoria
A Sondrio, la mostra Le nevi dell’altro anno, curata da Elena Pontiggia al MVSA, affronta il tema dell’inverno da una prospettiva storica e simbolica. Il percorso espositivo mette in relazione artisti appartenenti a generazioni e linguaggi differenti, costruendo una narrazione che attraversa oltre un secolo di arte italiana.
I paesaggi montani di Carlo Fornara, legati alla tradizione del primo Novecento, dialogano con le interpretazioni più liriche e introspettive di Enzo Morelli, fino ad arrivare alle soluzioni più essenziali e concettuali di Giosetta Fioroni. In queste opere, la neve non è mai semplice elemento descrittivo: diventa superficie mentale, spazio del ricordo, presenza silenziosa che rimanda alla caducità del tempo.
Alcune vedute urbane innevate riportano l’attenzione su Milano, anticipando il ruolo centrale della città nell’immaginario olimpico. Ne emerge una riflessione in cui la neve è associata alla memoria e alla trasformazione, più che alla spettacolarità del paesaggio naturale.
Giosetta Fioroni, Paesaggio invernale
Milano: l’immaginario degli sport invernali tra grafica e comunicazione
Il percorso delle Olimpiadi Culturali si completa a Milano con la mostra L’Italia sulla neve, ospitata al Castello Sforzesco. Qui il focus si sposta dalla pratica artistica alla costruzione dell’immaginario collettivo attraverso i media. Manifesti, riviste illustrate, cataloghi e materiali effimeri provenienti dalla Raccolta Bertarelli raccontano come la montagna e gli sport invernali siano stati rappresentati e promossi tra la fine dell’Ottocento e il Novecento.
La neve diventa così un elemento chiave della comunicazione visiva, legato allo sviluppo del turismo alpino, al progresso economico e alla diffusione delle Olimpiadi come grande evento popolare. In questo contesto, lo sport emerge come fenomeno culturale e sociale, costruito attraverso immagini capaci di influenzare desideri e comportamenti.
Un evento culturale che anticipa i Giochi
Pur seguendo traiettorie diverse, le tre mostre condividono un obiettivo comune: preparare l’appuntamento olimpico attraverso una riflessione culturale diffusa e partecipata. Le Olimpiadi Culturali di Milano-Cortina 2026 mostrano come l’arte contemporanea e il lavoro degli artisti possano ampliare il significato dell’evento sportivo, trasformandolo in un processo culturale capace di lasciare tracce durature nel territorio e nell’immaginario collettivo.