Da isola abbandonata a centro per l’arte

 

Tra le acque della Laguna di Venezia, tra Murano e Burano, un’isola dimenticata torna oggi a vivere grazie all’arte contemporanea. L’isola di San Giacomo, per decenni lasciata in stato di abbandono, riapre al pubblico come nuovo spazio culturale dedicato a mostre, installazioni, sculture e progetti site-specific. A guidare il recupero è la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, che ha trasformato l’antica polveriera militare in uno dei progetti culturali più ambiziosi della Laguna veneziana.

Nel panorama di Venezia, spesso legato ai grandi eventi e ai flussi turistici del centro storico, San Giacomo propone una visione differente: un luogo dove arte, architettura, sostenibilità e paesaggio lagunare convivono in equilibrio. L’isola, immersa nella Laguna Nord, diventa così un laboratorio contemporaneo dedicato agli artisti e alla sperimentazione culturale.

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sull’isola di San Giacomo a Venezia
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sull’isola di San Giacomo a Venezia. Foto Jacopo Trabuio. Courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo  

Un’isola della Laguna di Venezia restituita alla cultura

Acquistata nel 2018 da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Agostino Re Rebaudengo, l’isola era stata per anni invasa dalla vegetazione, dai crolli e dai segni del degrado. Oggi, dopo un lungo intervento di recupero, San Giacomo torna accessibile come nuovo polo artistico della Laguna.

La storia dell’isola attraversa quasi mille anni di vicende veneziane. Fondata nell’XI secolo come ospitale per pellegrini e naviganti, divenne successivamente monastero cistercense femminile e, in epoca napoleonica, presidio militare e polveriera. Dopo la dismissione del 1961, il complesso era lentamente precipitato nell’abbandono.

Il progetto di restauro ha scelto però di non cancellare le tracce del passato. Gli edifici storici conservano le stratificazioni architettoniche originali, mentre i nuovi interventi sono stati realizzati con strutture indipendenti e reversibili, pensate per rispettare le antiche fondazioni veneziane. Anche i materiali raccontano questa filosofia: migliaia di mattoni originali sono stati recuperati, puliti e riutilizzati nelle nuove pavimentazioni e nei restauri.

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sull’isola di San Giacomo a Venezia
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sull'isola di San Giacomo
a Venezia. Nixe di Thomas Schütte. Foto Jacopo Trabuio.
Courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sull’isola di San Giacomo a Venezia
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sull'isola di San Giacomo
a Venezia. GONOGO, Goshka Macuga. Foto Jacopo Trabuio.
Courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Venezia, sostenibilità e arte contemporanea nella Laguna

Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda la sostenibilità ambientale. San Giacomo è stata infatti progettata come un’isola completamente off-grid, non collegata alle reti pubbliche di acqua, gas ed elettricità.

L’energia viene prodotta attraverso sistemi fotovoltaici integrati e accumuli energetici intelligenti, mentre parte dell’acqua viene recuperata da un antico pozzo militare restaurato. Anche il paesaggio vegetale è stato ripensato con specie compatibili con l’ecosistema della Laguna veneziana e con un ridotto fabbisogno idrico.

In una Laguna dove molte isole sono state trasformate in strutture private o turistiche, San Giacomo punta invece sull’accessibilità e sulla relazione con il territorio. Non un semplice spazio espositivo, ma un ecosistema culturale aperto al dialogo tra ambiente e produzione artistica.

Installazioni, sculture e artisti per la riapertura di San Giacomo

L’inaugurazione ufficiale del nuovo centro artistico si è svolta il 7 maggio 2026 con un programma dedicato a mostre, installazioni e opere ambientali diffuse in tutta l’isola.

Le antiche polveriere napoleoniche ospitano il progetto Fanfare/Lament di Matt Copson, curato da Hans Ulrich Obrist. L’opera utilizza vento, luce e suono per trasformare l’architettura militare in una grande esperienza immersiva. Aquiloni-scultura sospesi sopra gli edifici, fanfare intermittenti e proiezioni luminose dialogano con il paesaggio della Laguna creando una dimensione quasi teatrale.

Accanto a questo progetto, la mostra collettiva Don’t have hope, be hope! presenta opere provenienti dalla collezione della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, mettendo in relazione artisti di generazioni differenti attraverso temi come ecologia, vulnerabilità politica e trasformazione tecnologica.

Anche gli spazi esterni dell’isola diventano parte integrante del percorso. Nel giardino sono state installate opere permanenti e sculture ambientali firmate da artisti internazionali come Claire Fontaine, Goshka Macuga e Hugh Hayden. Le installazioni si integrano con il paesaggio della Laguna veneziana, creando un dialogo continuo tra natura e arte contemporanea.

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sull’isola di San Giacomo a Venezia
La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sull'isola di San Giacomo a Venezia.
Huff and a Puff, Hugh Hayden. Foto Jacopo Trabuio. Courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo  

Un nuovo modello culturale per Venezia

L’isola di San Giacomo rappresenta oggi molto più di un nuovo spazio espositivo. Il progetto dimostra come Venezia possa ancora reinventare parti dimenticate della propria Laguna attraverso interventi culturali sostenibili e capaci di coinvolgere artisti internazionali, architetti e curatori.

In un momento in cui molte aree lagunari rischiano l’abbandono o la trasformazione esclusivamente turistica, San Giacomo propone invece un modello alternativo: un luogo dove installazioni, sculture, ricerca artistica e tutela ambientale convivono all’interno di un unico progetto.

Con questa riapertura, la Laguna di Venezia aggiunge così un nuovo tassello alla propria geografia culturale contemporanea, confermando ancora una volta il legame profondo tra arte, territorio e sperimentazione.

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