Come funziona l’esperienza: bambole, fasciatoi e poesie
Al suo interno, e un po’ anche all’esterno, i visitatori sono invitati a tenere in braccio e portare in giro una di 200 bambole disponibili dal peso simile a quello di un reale neonato (5-6 kg). Con questo bambolotto ci si può muovere liberamente in prossimità del padiglione e arrivare al piano superiore dove si troveranno dei supporti o veri e propri fasciatoi dove cambiare loro il pannolino, una delle prime e più elementari azioni che un genitore deve compiere all’inizio della vita del proprio figlio.
Tuttavia, all’interno del pannolino si trova un codice QR con il quale reclamare una “poesia del pannolino” coordinata con la data di “nascita” della bambola assegnata dagli operatori del Padiglione. Le date correlate con i bambolotti non sono casuali, ma evocano dei momenti simbolici connessi con esperienze personali dell’artista, diventato padre di due gemelli nel 2024, ma anche con le dinamiche sociali e eventi storici che hanno, e stanno, cambiando il Giappone e il mondo.
Chi è Ei Arakawa-Nash e il legame personale con l’opera
La personale è curata da Lisa Horikawa, curatrice senior e direttrice della National Gallery di Singapore, e Mizuki Takahashi, direttore esecutivo e curatore capo del Centre for Heritage, Arts and Textile di Hong Kong, la personale si sviluppa nell’arco dei sette mesi della Biennale Arte come una piattaforma in continua evoluzione attraverso la partecipazione di visitatori e collaboratori.
«Non avrei mai pensato di poter rappresentare il Giappone alla Biennale di Venezia, dopo aver rinunciati alla mia nazionalità giapponese alcuni anni fa. Adesso mio marito e io cresciamo due bambini che fanno parte della comunità della diaspora asiatica a Los Angeles», ha commentato Arakawa-Nash (riportato da Exibart).