A SENSE OF PLACE
HARRY GRUYAERT
Il migliore allestimento
Voto: 10
Harry Gruyaert ci invita in un viaggio sconfinato attraverso le città del mondo: New York, Parigi, Tokyo, Mosca, Anversa, Mumbai e Zanzibar. Ciò che unisce le sue fotografie non è il soggetto, ma il modo in cui il mondo gli si presenta: l’intensità vibrante del colore, i tagli netti dell’ombra, le geometrie urbane che scandiscono lo spazio come una frase jazz.
Queste sue peculiarità hanno un riverbero enorme sulle modalità espositive adottate alla Chapelle Saint-Martin du Méjan, che abbiamo valutato come miglior allestimento delle Rencontres.
La maestria dell’artista nella composizione e soprattutto nei giochi di luce e di colore viene ripresa e continuata dalle pareti su cui le fotografie vengono appese, costruendo un percorso dinamico in cui il visitatore si può perdere tra le trafficate strade delle capitali americane, per poi svoltare l’angolo e ritrovarsi nel continente asiatico.
Le fotografie dei vari territori del mondo rappresentano i gesti e i luoghi della vita moderna, che vengono incorniciati perfettamente da un allestimento che funge da palcoscenico ideale in cui le scene e i personaggi rappresentati prendono vita.
Il viaggio e il movimento sono anche al centro di un’altra mostra che abbiamo esplorato durante il festival di quest’anno, Nos rêves lointains, che mette in dialogo la collezione fotografica Fnac con la scrittura di Natacha Appanah.