Dalle prime immagini scientifiche alla fotografia contemporanea, una mostra che esplora due secoli del nostro rapporto con gli animali.
Tra le mostre della 57ª edizione delle Rencontres de la Photographie d’Arles, spicca per il tema e l’ampiezza nell’affrontarlo Modèle animal. 200 ans de photographie.
ospitata negli spazi della Mécanique Générale, nel Parc des Ateliers. L’originalità di questa esposizione risiede nel fatto che il festival non aveva mai dedicato prima d’ora un’esposizione interamente incentrata sul mondo animale nonostante l’enorme quantità di immagini che abitano il nostro quotidiano.
A colmare questa lacuna è Nathalie Herschdorfer, direttrice di Photo Élysée, il museo di fotografia di Losanna, che firma la curatela di questo ambizioso progetto coprodotto dalle Rencontres d’Arles e dallo stesso Photo Élysée.
Di cosa parla la mostra
Compagno di vita, soggetto di studio, simbolo e molto altro: l’animale non ha mai abbandonato lo sguardo dei fotografi fin dall’invenzione del mezzo fotografico.
Modèle animal attraversa due secoli di immagini che rivelano come la fotografia dai suoi albori abbia plasmato il nostro sguardo sugli animali, influenzando profondamente il modo in cui li amiamo, li sfruttiamo o cerchiamo di difenderli.
Il percorso, che riunisce oltre 500 stampe tra opere anonime e scatti iconici, si articola attorno a sette diversi “sguardi” fotografici che organizzano in nuclei tematici quella che altrimenti risulterebbe un’esperienza forse troppo sopraffacente:
quello anatomico, che osserva, analizza e classifica; quello performativo, testimone delle prodezze animali; quello affettivo, incentrato sui nostri compagni domestici; quello affascinato, che celebra la bellezza del mondo animale; quello etico, che rende visibile lo sfruttamento per meglio denunciarlo; quello plastico, dove si dispiegano i giochi visivi, formali e sperimentali ispirati dall’animale
a cui si aggiunge in chiusura lo sguardo virale, tipico della nostra contemporaneità, che distorce e propaga, confondendo i confini tra realtà e finzione.
I fotografi e le opere in mostra
Il cast di autori coinvolti attraversa epoche e stili molto diversi tra loro fornendo varietà al macro tema della mostra.
Si parte dalle microfotografie ottocentesche di Auguste Bertsch per arrivare agli scatti di Martin Parr ed Elliott Erwitt, che rivelano la complicità tra esseri umani e animali.
Tra i nomi presenti anche Sebastião Salgado, Richard Avedon, Sabine Weiss e William Wegman, insieme ai collage di Peter Beard, che intrecciano narrazione personale e impegno ecologico, e alle osservazioni delicate di Rinko Kawauchi.
Non mancano approcci contemporanei più sperimentali, dalle creature straniate di Augustin Rebetez e Robin Lopvet alle immagini poetiche di Vasantha Yogananthan, fino alle fotografie virali nate e diffuse sui social network.
L’allestimento e l’esperienza di visita
La sede scelta, la Mécanique Générale, è uno degli spazi più caratteristici del festival, parte del più ampio progetto di riqualificazione urbana che le Rencontres hanno portato al Parc des Ateliers di Arles. All’interno di questi ambienti industriali, le oltre 500 fotografie compongono un panorama visivo di eccezionale diversità, capace di far dialogare epoche, stili e sensibilità molto distanti tra loro, dalle immagini scientifiche ottocentesche alle sperimentazioni digitali più recenti, attraverso un allestimento che riesce a risaltare tutte immagini proposte a loro modo e in una maniera mai scontata.
All’interno di questi ambienti industriali, le oltre 500 fotografie compongono un panorama visivo di eccezionale diversità, capace di far dialogare epoche, stili e sensibilità molto distanti tra loro,
dalle immagini scientifiche ottocentesche alle sperimentazioni digitali più recenti, attraverso un allestimento che riesce a risaltare tutte immagini proposte a loro modo e in una maniera mai scontata.
Perché vederla
Modèle animal ha la capacità di narrare più storie contemporaneamente, in un’esposizione unica che potrebbe soddisfare qualsiasi appassionato di fotografia
e che sicuramente merita di essere vista anche al di fuori del festival fotografico più grande d’Europa (infatti ci sarà anche una tappa successiva a Photo Élysée, a Losanna, dal 4 dicembre 2026 al 4 aprile 2027).
Viene raccontata la storia della fotografia, dagli inizi fino agli esempi più vicini ai nostri giorni, attraverso le storie personali e documentaristiche di fotografi che hanno portato la loro testimonianza in modo sempre diverso.
Inoltre di fronte agli occhi dello spettatore viene dipinta la storia del rapporto tra essere umano e mondo animale in tutte le sue sfaccettature e contraddizioni.
I diversi sguardi pensati dalla curatela possono essere letti come capitoli di un grande libro sulla fotografia animale trasformando l’esperienza della mostra in una riflessione più strutturata e chiara rispetto a quella che poteva essere una semplice antologia di personalità famose e fotografie celebri.
Nonostante la fascinazione provata durante tutto il percorso, la parte più interessante e degna di nota a nostro parere è quella etica che dimostra ancora una volta come l’arte possa veicolare messaggi profondamente importanti riguardo la tutela delle specie in estinzione, la lotta contro lo sfruttamento e la sperimentazione sugli animali.
Informazioni pratiche
- Titolo mostra: Modèle animal. 200 ans de photographie
- Sede: La Mécanique Générale, Parc des Ateliers, 33 avenue Victor Hugo, 13200 Arles
- Date: 6 luglio – 4 ottobre 2026
- Orari: 9:30 – 19:30
- Festival: Les Rencontres de la Photographie d’Arles, 57ª edizione
- Curatrice: Nathalie Herschdorfer (Photo Élysée, Losanna)
- Consulenza scientifica: Vincent Lavoie
- Pubblicazione correlata: Modèle animal. 200 ans de photographie, Textuel, 2026
- Tappa successiva: la mostra sarà presentata anche a Photo Élysée, Losanna, dal 4 dicembre 2026 al 4 aprile 2027
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