Un premio pionieristico che valorizza le donne nell’arte contemporanea
Nel raffinato contesto di Palazzo Strozzi a Firenze, gli spazi espositivi della Strozzina ospitano una mostra storica che celebra vent’anni del Max Mara Art Prize for Women. Intitolata “Time for Women”, l’esposizione riunisce le opere delle vincitrici passate di un premio pionieristico, capace di ridefinire le opportunità per le artiste, promuovendo un approccio intimo e politicamente consapevole all’arte contemporanea.
Lanciato nel 2005, il Max Mara Art Prize for Women nasceva in un periodo in cui il divario di genere nel mondo dell’arte era evidente. Le donne erano sottorappresentate nelle gallerie, nelle fiere internazionali e nelle mostre museali, e la loro presenza nel mercato era minima. Il premio, ideato dalla maison italiana Max Mara in collaborazione con la Whitechapel Gallery di Londra, mirava a sfidare questa narrativa e a creare una piattaforma significativa per le giovani artiste emergenti nel Regno Unito.
Helen-Cammock Chorus-1 2019 © Helen-Cammock
Una residenza che va oltre il riconoscimento
Ciò che distingue il premio fin dall’inizio è il suo formato: invece di un premio in denaro, il Max Mara Art Prize offre alle vincitrici una residenza di sei mesi in Italia. Questa esperienza immersiva permette alle artiste di confrontarsi profondamente con la cultura, i paesaggi e la storia italiana, spesso dando vita a opere originali che intrecciano le loro radici artistiche con la ricchezza della tradizione italiana.
Questa formula innovativa funziona come un vero e proprio Grand Tour contemporaneo, offrendo più di un’ispirazione: uno spazio di riflessione, ricerca e sviluppo di nuovi cicli di opere. Negli ultimi vent’anni, il premio ha contribuito a lanciare le carriere di molte artiste oggi affermate, dimostrando al contempo il potere trasformativo dello scambio culturale.
Time for Women! Vent’anni di visioni al femminile con il Max Mara Art Prize, Firenze, Palazzo Strozzi
Strozzina, 2025, la mostra, foto di Ela Bialkowska, OKNO Studio, courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze
Una giuria tutta al femminile
Il processo di selezione riflette lo spirito del premio. Una giuria composta interamente da donne — curatrici, critiche, direttrici di gallerie, collezioniste e artiste — garantisce una pluralità di punti di vista. Presieduta dalla nota Iwona Blazwick, ex direttrice della Whitechapel Gallery, la giuria seleziona artiste non ancora rappresentate dalle principali gallerie ma che mostrano talento e originalità straordinari.
Questo approccio attento assicura che il Max Mara Art Prize non sia solo una piattaforma di riconoscimento, ma anche un sistema di supporto che favorisce la crescita creativa in modo inclusivo e valorizzante.
Un caleidoscopio di visioni artistiche
La mostra Time for Women presenta una gamma dinamica di opere delle vincitrici passate, tra cui Laure Prouvost, Corin Sworn, Andrea Büttner, Helen Cammock, Margaret Salmon, Dominique White, Hanna Rickards, Emma Talbot ed Emma Hart. Ognuna di queste artiste porta una visione unica, maturata durante il periodo di residenza in Italia.
Margaret Salmon, prima vincitrice del premio, ha realizzato Ninna nanna fiorentina, un’installazione video a tre schermi che ritrae giovani madri a Firenze, mescolando estetica del neorealismo italiano e risonanze spirituali delle Madonne rinascimentali, unendo commento sociale contemporaneo e riferimenti storici.
Andrea Büttner si è ispirata alla semplicità e alla disciplina spirituale delle comunità monastiche umbre, esplorando temi come povertà, rinuncia ed essenzialismo, connettendo simbolismo religioso e lascito dell’Arte Povera.
Al contrario, Laure Prouvost celebra i piaceri sensoriali dell’esperienza italiana — luce, cibo, acqua, natura — in un’installazione multisensoriale. Anche se la mostra fiorentina include solo la componente video del progetto originale, la qualità immersiva trasmette ancora il profondo impatto della sua risposta creativa alla ricchezza sensoriale dell’Italia.
Emma Talbot ha realizzato una serie di disegni ispirati a Le tre età della donna di Gustav Klimt, esplorando l’invecchiamento, la forza femminile e i cicli naturali, utilizzando immagini personali per comunicare temi universali.
Media e narrazioni innovative
La varietà di linguaggi e storie presenti in Time for Women testimonia l’impatto del premio. Emma Hart unisce ceramica e design di luce in sculture surreali e ironiche che commentano domesticità e identità. Corin Sworn utilizza scenografie teatrali e costumi in omaggio alla Commedia dell’Arte italiana, mentre Dominique White immerge le sue sculture nel Mediterraneo, lasciando che acqua, sale e tempo ne trasformino le superfici in modo organico.
Helen Cammock presenta un’installazione multimediale ispirata a un lamento del XVII secolo della compositrice Barbara Strozzi, intrecciando film, serigrafie, vinili e un libro, raccogliendo le voci delle donne incontrate in Italia — attiviste, suore, ex partigiane e migranti — in un ritratto commovente di resilienza e memoria femminile.
Hanna Rickards approccia il suo lavoro con precisione scientifica, studiando percezione umana e natura attraverso suono, video e ricerca sul campo, ampliando ulteriormente i confini concettuali ed estetici della mostra.
Time for Women! Vent’anni di visioni al femminile con il Max Mara Art Prize
Firenze, Palazzo Strozzi, Strozzina, 2025, la mostra, foto di Ela Bialkowska,
OKNO Studio, courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze
Una celebrazione potente nonostante i limiti spaziali
Pur essendo lo spazio della Strozzina, sotto la grandiosità rinascimentale di Palazzo Strozzi, relativamente contenuto per un progetto così articolato, la mostra riesce a evidenziare il ricco lascito del Max Mara Art Prize for Women. La coincidenza con la mostra personale di Tracey Emin — pioniera tra le Young British Artists — crea un dialogo stimolante tra generazioni di donne che stanno ridefinendo il mondo dell’arte.
Le opere autobiografiche e radicali di Emin trovano un’eco nelle creazioni delle vincitrici del premio, sottolineando l’influenza crescente delle artiste nella cultura visiva contemporanea.
Un’eredità documentata
Il catalogo della mostra, pubblicato da Marsilio, non è solo un ricordo, ma un documento essenziale che racconta profondità ed evoluzione del premio. Tra interviste, documentazione dei progetti in corso e saggi critici, il catalogo mostra come queste artiste abbiano esplorato ambienti urbani e rurali, identità di genere, tradizione, attivismo e trasformazione.
Come sottolinea la curatrice Mariuccia Casadio nell’introduzione, le opere raccontano una narrativa stratificata sull’incontro tra arte e realtà negli ultimi vent’anni.
Uno sguardo al futuro
In vent’anni, il Max Mara Art Prize for Women non ha solo riconosciuto artiste eccezionali, ma ha contribuito a cambiare il panorama dell’arte contemporanea. Offrendo tempo, spazio e supporto, ha permesso alle donne di esplorare la propria voce attraverso opere innovative, riflessive e provocatorie.
La mostra ricorda che c’è ancora strada da fare per raggiungere la piena parità di genere nel mondo dell’arte. Ma grazie a piattaforme come questa, sempre più gallerie e istituzioni riconoscono il valore delle prospettive diverse. E con ogni nuova edizione del premio, si apre un nuovo capitolo della storia delle donne nell’arte.
Time for Women! Vent’anni di visioni al femminile con il Max Mara Art Prize Art Prize for Women, Firenze, Palazzo Strozzi, Strozzina, 2025, la mostra foto di Ela Bialkowska, OKNO Studio, courtesy Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze