due esposizioni raccontano il maestro della fotografia

 

La grande fotografia del Novecento torna protagonista in Veneto con un importante progetto espositivo dedicato ad Alfred Eisenstaedt, tra i più celebri fotografi della storia. Fino al 20 settembre 2026 il Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme ospita la mostra Alfred Eisenstaedt. La fotografia era nell’aria, mentre il percorso prosegue al Museo Storico Navale di Venezia fino al 22 novembre con un approfondimento dedicato agli anni europei del celebre fotografo.

L’iniziativa, curata da Monica Poggi e prodotta da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Abano Terme e D’Uva, gestore del MUNAV – Museo Storico Navale di Venezia. Il progetto propone un racconto articolato della carriera di Eisenstaedt attraverso due sedi complementari, mettendo in luce il suo contributo decisivo alla storia della fotografia e del fotogiornalismo internazionale

Una mostra dedicata a uno dei più grandi fotografi del Novecento

Considerato uno dei maestri assoluti della fotografia del XX secolo, Alfred Eisenstaedt è universalmente conosciuto per la sua lunga collaborazione con la rivista Life e per aver realizzato il celebre scatto del bacio di Times Square, simbolo della fine della Seconda guerra mondiale. La doppia mostra ripercorre il suo percorso umano e professionale, dalle origini europee fino all’affermazione negli Stati Uniti.

L’esposizione di Abano Terme riunisce circa ottanta fotografie organizzate in un percorso cronologico e tematico che racconta l’evoluzione del linguaggio del fotografo, la sua capacità narrativa e l’attenzione rivolta alle persone, elementi che hanno reso inconfondibile il suo stile.

Alfred Eisenstaedt in mostra tra Venezia e Abano Terme: due esposizioni raccontano il maestro della fotografia
Alfred Eisenstaedt firma una stampa "VJ day" , 1995, Martha's Vineyard. Foto di William Waterway Marks. Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0  

Dall’Europa agli Stati Uniti: il viaggio di Alfred Eisenstaedt

La prima sezione ripercorre gli anni della formazione in Europa, tra Berlino e le principali capitali del continente. Le immagini restituiscono l’atmosfera culturale degli anni Venti e Trenta, documentando teatri, circhi, eventi mondani e momenti di vita quotidiana, ma anche le tensioni politiche che avrebbero portato allo scoppio del secondo conflitto mondiale.

Nel 1935, costretto a lasciare la Germania a causa delle persecuzioni antisemite, Eisenstaedt si trasferì negli Stati Uniti. Qui iniziò una carriera destinata a segnare la storia della fotografia internazionale entrando, nel 1936, nella redazione di Life, dove rimase fino al 1972. Durante questi decenni realizzò oltre 2.500 reportage e più di novanta copertine, contribuendo a definire l’immaginario visivo del Novecento.

La seconda parte della mostra si concentra sugli anni americani del fotografo. Attraverso immagini ricche di spontaneità, ironia e attenzione ai dettagli, Eisenstaedt documenta la crescita degli Stati Uniti nel dopoguerra, raccontando il cambiamento sociale, le nuove abitudini e l’energia di un Paese in continua trasformazione.

Ogni fotografia restituisce uno sguardo autentico sulla quotidianità, trasformando scene apparentemente semplici in testimonianze capaci di raccontare un’intera epoca.

Un’altra sezione dell’esposizione è dedicata ai reportage realizzati in Giappone dopo la Seconda guerra mondiale. Le immagini affrontano il tema della ricostruzione, delle conseguenze del conflitto e della rinascita del Paese, confermando la straordinaria sensibilità del fotografo nell’interpretare eventi storici di portata mondiale.

Queste fotografie mostrano come Eisenstaedt abbia saputo coniugare il rigore del reportage con una profonda attenzione alla dimensione umana, raccontando la resilienza delle persone attraverso immagini di grande forza emotiva.

L’ultima parte della mostra raccoglie una selezione di ritratti dedicati ad alcune delle personalità più influenti del secolo scorso. Tra gli scatti esposti figurano J. Robert Oppenheimer, John F. Kennedy, Ernest Hemingway e Angela Lansbury, immortalati con uno stile capace di coglierne il carattere e la personalità senza artifici.

Questa sezione evidenzia una delle qualità più riconosciute del fotografo: instaurare un rapporto diretto con i propri soggetti, ottenendo immagini spontanee e di straordinaria intensità.

Alfred Eisenstaedt in mostra tra Venezia e Abano Terme: due esposizioni raccontano il maestro della fotografia
Alfred Eisenstaedt, The Cub Room of the Stork Club, New York City, 1944. Wikimedia commons dominio pubblico 

La mostra di Venezia dedicata agli anni europei

Il percorso espositivo trova un naturale completamento al MUNAV – Museo Storico Navale di Venezia, dove la seconda mostra approfondisce il periodo europeo della carriera di Eisenstaedt. L’allestimento permette di comprendere come le esperienze vissute prima dell’emigrazione negli Stati Uniti abbiano contribuito alla formazione del suo linguaggio fotografico, mettendo in relazione la storia personale dell’autore con i grandi cambiamenti del continente europeo.

La collaborazione tra le due istituzioni culturali offre così al pubblico un racconto completo della vita e dell’opera di uno dei più importanti protagonisti della fotografia mondiale.

Alfred Eisenstaedt, il fotografo che ha raccontato il Novecento

Nato nel 1898 a Dirschau, oggi Tczew in Polonia, Alfred Eisenstaedt si avvicinò alla fotografia in giovane età grazie a una macchina fotografica Kodak ricevuta in regalo. Dopo la Prima guerra mondiale iniziò a collaborare con le principali riviste illustrate europee, distinguendosi rapidamente per il suo stile innovativo.

L’arrivo negli Stati Uniti segnò la definitiva consacrazione della sua carriera. Oltre al celebre bacio di Times Square, il fotografo documentò eventi internazionali, viaggiò in tutto il mondo e realizzò ritratti di alcune delle figure più importanti della politica, della cultura e della scienza, tra cui Albert Einstein, Sophia Loren, Ernest Hemingway e John F. Kennedy.

La sua ultima fotografia risale al 1993, quando immortalò il presidente Bill Clinton insieme alla famiglia. Eisenstaedt morì due anni dopo, nel 1995, lasciando un patrimonio fotografico che continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per la fotografia contemporanea.

Alfred Eisenstaedt in mostra tra Venezia e Abano Terme: due esposizioni raccontano il maestro della fotografia
Ultima fotografia di Alfred Eisenstaedt al Presidente Clinton (Agosto 1993). Foto di William Waterway Marks. Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0  

La doppia mostra tra Abano Terme e Venezia rappresenta un’importante occasione per riscoprire il lavoro di un fotografo che ha saputo raccontare il Novecento attraverso immagini diventate patrimonio della memoria collettiva. Un percorso espositivo che celebra la fotografia come strumento di documentazione, narrazione e interpretazione della storia, offrendo al pubblico uno sguardo privilegiato sull’opera di uno dei suoi più grandi maestri.

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