Nuova opera appare durante la notte a Waterloo Place in mezzo a una nuova attenzione sull’artista

 

Una grande statua in resina è apparsa nella notte di mercoledì nel cuore della Londra vittoriana, a Waterloo Place, con la firma dell’elusivo street artist di Bristol tracciata sul basamento. La scultura è la prima opera rivendicata da Banksy da quando, a marzo, un’inchiesta della Reuters ha rivelato dettagli sulla sua vera identità, tenuta fino ad allora come un segreto gelosamente custodito.

L’ultima opera rivendicata dall’artista risaliva a dicembre 2025: poco prima di Natale, un murale realizzato sotto il grattacielo del Centrepoint, in Tottenham Court Road a Londra, denunciava l’emergenza abitativa nel Regno Unito, raffigurando due bambini senzatetto intenti a guardare il cielo.
Per quanto possa sembrare insolito all’interno della sua pratica artistica, non è la prima volta che Banksy lascia una statua a Londra. Nel 2004, The Drinker, una reinterpretazione sovversiva del Pensatore di Rodin, fu installata su Shaftesbury Avenue prima di essere rubata poco dopo. Le sue opere, installate sia su proprietà private che pubbliche, sono ampiamente interpretate come dichiarazioni politiche.

L’opera al centro dell’attenzione è una statua apparsa nell’area di St. James’s, su un piedistallo appositamente installato a mo’ di monumento celebrativo. Raffigura un uomo in abiti moderni, giacca e cravatta, che cammina impettito sventolando una bandiera che gli copre il volto: accecato dal proprio patriottismo, evidentemente, con un piede già oltre il bordo del piedistallo. Un’immagine che richiama temi ricorrenti nella ricerca di Banksy: il rapporto tra potere e cecità, tra identità nazionale e costruzione ideologica. Il corpo, rigido e proteso, suggerisce un movimento che potrebbe facilmente trasformarsi in caduta. L’equilibrio è precario, come spesso accade nelle sue immagini.

Banksy statua Waterloo Place
Nuova statua di Banksy a Waterloo Place Londra
Foto di cchana. Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0
Banksy statua Waterloo Place
Nuova statua di Banksy a Waterloo Place Londra
Foto di Mr Ignavy. Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 2.0 

In un primo momento, i motivi per dubitare dell’attribuzione erano molteplici: dalla firma col gesso apposta sul piedistallo, pratica assai inusuale per Banksy, al mezzo scelto, non i consueti stencil o la pittura murale, ma un’installazione a tutto tondo. Tuttavia, dopo diverse ore di ritardo, Banksy ha rivendicato la paternità dell’opera pubblicando un video ironico sulla sua pagina Instagram. L’installazione è già diventata meta di attrazione e grande curiosità, mentre le autorità decidono cosa farne. Il Westminster City Council, responsabile dell’area, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di vedere l’ultima scultura di Banksy a Westminster, un’aggiunta straordinaria al vivace panorama dell’arte pubblica della città.” Nonostante tutto, come molte opere dell’artista, potrebbe essere rimossa, spostata o inglobata in altri circuiti. Resta però, almeno per ora, come un segnale chiaro: al di là delle speculazioni sull’identità, la pratica artistica continua a funzionare.

Questo segna il primo ritorno sulla scena per l’artista britannico, noto per i suoi murali realizzati clandestinamente nei luoghi più disparati nel Regno Unito e altrove, da quando un’inchiesta giornalistica della Reuters sembrava aver confermato la sua misteriosa e mai ufficialmente riconosciuta identità come Robin Gunningham, nato a Bristol nel 1973. Se la ricostruzione giornalistica aveva riaperto il dibattito sull’identità dell’artista, alimentando l’ipotesi di una possibile fine del suo anonimato, il nuovo intervento assume anche il valore di una risposta indiretta: la pratica continua e anzi si sposta su un piano ancora più visibile e smaccatamente scultoreo. In questo caso, il piedistallo diventa spazio di negoziazione simbolica.

Sulla posizione della statua nell’isola cerimoniale di Waterloo Place, Banksy ha dichiarato: “C’era un piccolo vuoto da riempire.” L’opera sembra fare il verso allo stile monumentale delle statue vicine dedicate a re Edoardo VII (figlio e successore della regina Vittoria) e alla benefattrice Florence Nightingale, per non parlare dell’adiacente memoriale ai caduti della guerra di Crimea dell’Ottocento. Critici ed esperti la interpretano come un gesto di scherno nei confronti del retaggio imperiale britannico, nonché di certi rigurgiti contemporanei di orgoglio nazionalista e occidentalista. James Peak, creatore della serie podcast della BBC The Banksy Story, ha dichiarato: “Banksy ha messo a segno un altro fantastico colpo… il posizionamento è assolutamente straordinario.

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