In un primo momento, i motivi per dubitare dell’attribuzione erano molteplici: dalla firma col gesso apposta sul piedistallo, pratica assai inusuale per Banksy, al mezzo scelto, non i consueti stencil o la pittura murale, ma un’installazione a tutto tondo. Tuttavia, dopo diverse ore di ritardo, Banksy ha rivendicato la paternità dell’opera pubblicando un video ironico sulla sua pagina Instagram. L’installazione è già diventata meta di attrazione e grande curiosità, mentre le autorità decidono cosa farne. Il Westminster City Council, responsabile dell’area, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di vedere l’ultima scultura di Banksy a Westminster, un’aggiunta straordinaria al vivace panorama dell’arte pubblica della città.” Nonostante tutto, come molte opere dell’artista, potrebbe essere rimossa, spostata o inglobata in altri circuiti. Resta però, almeno per ora, come un segnale chiaro: al di là delle speculazioni sull’identità, la pratica artistica continua a funzionare.
Questo segna il primo ritorno sulla scena per l’artista britannico, noto per i suoi murali realizzati clandestinamente nei luoghi più disparati nel Regno Unito e altrove, da quando un’inchiesta giornalistica della Reuters sembrava aver confermato la sua misteriosa e mai ufficialmente riconosciuta identità come Robin Gunningham, nato a Bristol nel 1973. Se la ricostruzione giornalistica aveva riaperto il dibattito sull’identità dell’artista, alimentando l’ipotesi di una possibile fine del suo anonimato, il nuovo intervento assume anche il valore di una risposta indiretta: la pratica continua e anzi si sposta su un piano ancora più visibile e smaccatamente scultoreo. In questo caso, il piedistallo diventa spazio di negoziazione simbolica.
Sulla posizione della statua nell’isola cerimoniale di Waterloo Place, Banksy ha dichiarato: “C’era un piccolo vuoto da riempire.” L’opera sembra fare il verso allo stile monumentale delle statue vicine dedicate a re Edoardo VII (figlio e successore della regina Vittoria) e alla benefattrice Florence Nightingale, per non parlare dell’adiacente memoriale ai caduti della guerra di Crimea dell’Ottocento. Critici ed esperti la interpretano come un gesto di scherno nei confronti del retaggio imperiale britannico, nonché di certi rigurgiti contemporanei di orgoglio nazionalista e occidentalista. James Peak, creatore della serie podcast della BBC The Banksy Story, ha dichiarato: “Banksy ha messo a segno un altro fantastico colpo… il posizionamento è assolutamente straordinario.
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