Scossone storico alla Biennale di Venezia: i visitatori prendono il controllo dei premi più prestigiosi

 

La 61ª edizione della Biennale di Venezia 2026 rischia di passare alla storia come una delle più controverse di sempre. A pochi giorni dall’apertura ufficiale della grande mostra internazionale di arte contemporanea a Venezia, la situazione interna alla Biennale si è trasformata in un vero caso politico e culturale: la giuria internazionale si è dimessa in blocco e, per la prima volta, i celebri Leoni saranno assegnati direttamente dal pubblico dei visitatori.

Una decisione clamorosa che scuote il mondo dell’arte e apre interrogativi sul futuro di una delle istituzioni culturali più importanti a livello internazionale.

Vacanze Intelligenti di Alberto Sordi
Anna Longhidi spalle, scambiata per un'opera d'arte alla Biennale di Venezia nell'episodio "Le vacanze intelligenti"
(regia di Alberto Sordi) del film collettivo "Dove vai in vacanza?".

Biennale Arte Venezia 2026: una crisi annunciata

Negli ultimi mesi la Biennale di Venezia è stata attraversata da tensioni sempre più forti. Al centro del dibattito si trovano soprattutto le partecipazioni internazionali di Russia e Israele, la cui presenza alla mostra ha generato polemiche, prese di posizione e scontri politici.

Il confronto tra il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha contribuito ad alimentare il clima di instabilità. Da una parte chi sosteneva la necessità di mantenere la Biennale come luogo di dialogo e apertura culturale, dall’altra chi chiedeva una presa di posizione più netta sul piano geopolitico.

Nel frattempo, anche diverse istituzioni europee e numerosi professionisti del settore arte hanno espresso dubbi e critiche sulla gestione della manifestazione.

 

Le dimissioni della giuria internazionale

Il punto di rottura è arrivato quando la giuria internazionale della Biennale Arte 2026, presieduta da Solange Oliveira Farkas e composta da Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi, ha dichiarato pubblicamente che non avrebbe preso in considerazione per i premi i Paesi i cui governi risultano accusati di crimini contro l’umanità dalla Corte Penale Internazionale.

La conseguenza immediata è stata l’esclusione di Russia e Israele dalla competizione per i Leoni d’Oro. Una scelta che ha generato un forte cortocircuito interno: da un lato la Biennale aveva confermato ufficialmente la partecipazione dei due Paesi alla mostra, dall’altro la giuria decideva di escluderli dai premi.

Dopo un confronto con la presidenza della Fondazione Biennale, le giurate hanno quindi rassegnato le dimissioni collettive, aprendo una crisi senza precedenti nella storia recente della Biennale di Venezia.

 

Arte, politica e libertà espressiva

La vicenda riaccende ancora una volta il dibattito sul rapporto tra arte e politica. La Biennale di Venezia nasce storicamente come spazio internazionale di confronto culturale, ma negli ultimi anni è diventata sempre più anche terreno di scontro ideologico e diplomatico.

Il caso della Biennale Arte 2026 mostra quanto oggi sia difficile separare la dimensione artistica da quella geopolitica. Le prese di posizione della giuria, le reazioni delle istituzioni e le tensioni internazionali hanno trasformato una mostra d’arte contemporanea in un vero caso mediatico globale.

La Fondazione Biennale ha ribadito la volontà di mantenere l’evento aperto a tutti i partecipanti ufficialmente invitati, richiamando i principi di inclusione, dialogo e libertà artistica che da sempre caratterizzano la manifestazione veneziana.

Padiglione Centrale alla Biennale di Venezia
Central Pavilion Giardini. Foto Francesco Galli. 
Courtesy di la Biennale di Venezia

I Leoni d’Oro saranno votati dal pubblico

Con le dimissioni della giuria, la Biennale si è trovata improvvisamente senza l’organo incaricato di assegnare i premi ufficiali. Per questo motivo la Fondazione ha deciso di introdurre una formula completamente nuova: i “Leoni dei Visitatori”.

Saranno infatti direttamente i visitatori della mostra a votare il Miglior Artista della Mostra Internazionale e la Migliore Partecipazione Nazionale.

Per poter esprimere il voto sarà necessario visitare entrambe le sedi principali della Biennale di Venezia. Il sistema di biglietteria registrerà automaticamente il percorso del visitatore, che potrà votare una sola volta per ciascuna categoria.

La cerimonia di premiazione è stata fissata per il 22 novembre 2026, ultimo giorno di apertura della mostra, in una modalità che ricorda più un grande evento popolare che una tradizionale premiazione istituzionale dell’arte contemporanea.

Una Biennale destinata a restare nella storia

Al di là delle opinioni e delle polemiche, questa edizione della Biennale di Venezia appare già destinata a lasciare un segno profondo nella storia dell’arte contemporanea.

Tra crisi diplomatiche, dimissioni, tensioni internazionali e nuove modalità di partecipazione del pubblico, la Biennale 2026 rappresenta uno specchio delle complessità del presente: un luogo dove arte, politica, cultura e società si intrecciano in modo sempre più evidente.

Nel bene o nel male, Venezia si conferma ancora una volta il centro del dibattito culturale internazionale e dell’arte contemporanea.

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