Un capolavoro della Collezione di Robert Mnuchin

 

“Brown and Blacks in Reds” (1957), opera monumentale di Mark Rothko, è stata battuta da Sotheby’s per quasi 86 milioni di dollari, 85.8 per l’esattezza. Era stata proposta con altri dieci quadri della raccolta del finanziere diventato gallerista Robert Mnuchin.

Sotheby's 34-35 New Bond St, Mayfair, Londra W1A 2AA, UK
Sotheby's 34-35 New Bond St, Mayfair, Londra W1A 2AA, UK. Foto Kwh1050 Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0 

La vendita

Il Rothko era stato stimato tra 70 e 100 milioni di dollari: il prezzo pagato comprendente i diritti d’asta ha, in un certo senso, deluso le aspettative, anche alla luce della impeccabile provenienza. In ogni caso si tratta di un risultato clamoroso, che vale il secondo posto nella classifica delle vendite dell’artista, a un passo dagli 86,8 milioni di dollari di «Orange, Red, Yellow» (Chrisie’s, 2012).

“Brown and Blacks in Reds” è stato acquistato per telefono dopo una battaglia di pochi minuti. Il vicepresidente della casa d’aste Sotheby’s e responsabile del dipartimento di arte contemporanea, David Galperim, ha definito il mercato “selettivo, ma capace di entusiasmarsi”. “Il numero di collezionisti disposti e in grado di fare offerte per un’opera di quelle dimensioni e di quel valore è limitato”, ha spiegato Galperin, notando che il mercato dell’artista negli ultimi anni è stato relativamente tranquillo, con solo una manciata di grandi quadri arrivata all’asta negli ultimi anni e nessuno venduto per oltre 70 milioni di dollari.

The May 14 auction “Robert Mnuchin: Collector at Heart Evening Auction” also included works by other great modern and postwar masters supported by the gallerist throughout his career, among them Willem de Kooning, Pablo Picasso, and Franz Kline, for a total of 166 million dollars.

Mark Rothko Four Darks in Red 1958
Mark Rothko Four Darks in Red 1958 olio su tela 258.6×295.6 cm New York,
Whitney Museum of American Art; acquisto, con fondi degli Amici
del Whitney Museum of American Art, Sig. e Sig.ra. Eugene M. Schwartz,
Sig.ra. Samuel A. Seaver e Charles Simon, 68.9, Cat. Rais. n. 611
Immagine digitale Whitney Museum of American Art / Licenza di Scala
Mark Rothko Untitled 1952-53
Mark Rothko Untitled 1952–53 olio su tela 299.5×442.5 cm Bilbao,
Guggenheim Bilbao Museoa, Cat. Rais. n. 483 Immagine © FMGB   
Guggenheim Bilbao Museoa, foto Erika Barahona
Mark Rothko n.13 1949
Mark Rothko N.3 / N. 13 1949 olio su tela 216.5×164.8 cm
New York, The Museum of Modern Art, lascito della Signora Mark Rothko tramite
La Fondazione Mark Rothko, Inc. 428.1981, Cat. Rais. n.   410
Immagine digitale, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze

Brown and Blacks in Reds

Mark Rothko realizzò 37 dipinti nel 1957, un anno significativo durante il quale sperimentò considerevolmente con la palette e il formato delle sue celebri astrazioni. Entro il 1957, Rothko aveva ben padroneggiato il formato che avrebbe definito la sua vita e il suo lavoro e per la prima volta riusciva a guadagnarsi da vivere con la sola pittura.

In Brown and Blacks in Reds, il capolavoro centrale della collezione di Robert Mnuchin, vediamo realizzati i suoi obiettivi: il dipinto esprime in modo potente cosa significhi dipingere, percepire, vivere e sentire. Il nero e il rosso brillante non rappresentano un’immagine, ma un incontro diretto con l’artista al massimo delle sue capacità, dando forma concreta a quel senso di passione profonda che appartiene all’esperienza umana. Lo spirito, la composizione e i colori di Brown and Blacks in Reds suggeriscono molti paragoni con la storia dell’arte. Nessuno, però, si è rivelato così significativo come The Red Studio di Henri Matisse, esposto al Museum of Modern Art e visitato più volte da Rothko stesso.

Brown and Blacks in Reds appartenne inizialmente a Joseph E. Seagram & Sons, Inc., che acquisì l’opera dalla Sidney Janis Gallery di New York e la installò con orgoglio nella lobby dell’omonimo Seagram Building di Manhattan, unica opera dell’artista ad aver avuto l’onore di essere esposta nello spazio progettato da Mies van der Rohe e Philip Johnson. Rothko, tuttavia, cominciò a essere turbato dalla possibile riduzione di questi lavori a semplice decorazione, anziché esperienze a sé stanti. Alla fine li ritirò, trattenne le opere e donò nove tele alla Tate, le cui sale avrebbero potuto rispettarne la sovranità e l’autorità evocativa.

“I quadri devono essere miracolosi”, affermò Rothko, “nel momento in cui uno viene completato, l’intimità tra la creazione e il creatore si interrompe. Lui diventa un estraneo. Il quadro deve essere per lui, come per chiunque lo osservi in seguito, una rivelazione, una soluzione inattesa e senza precedenti di un bisogno eternamente familiare.”

Mark Rothko
Fotografia di Conseulo Kanaga di Mark Rothko, pittore
Robert Mnuchi
Robert E. Mnuchin, 1951

Il collezionista Robert Mnuchin

Robert Mnuchin (1933-2025) è stata una figura di primo piano del mercato dell’arte internazionale e protagonista silenzioso ma determinante della stagione d’oro del collezionismo americano. Nato a Manhattan nel 1933 e cresciuto a Scarsdale in una famiglia ebrea che collezionava arte moderna, Mnuchin si formò a Yale, dove si laureò nel 1955. La passione per l’arte, coltivata in parallelo alla carriera finanziaria, si tradusse nel tempo in un collezionismo raffinato e coerente, centrato sull’Espressionismo Astratto americano.

Alla guida delle sue gallerie – prima C&M Arts, poi L&M Arts e infine Mnuchin Gallery – divenne uno dei mercanti più influenti nel campo dell’arte moderna e del secondo dopoguerra, trattando opere di Willem de Kooning, Mark Rothko, Franz Kline, Jackson Pollock e Andy Warhol.

Il suo nome entrò definitivamente nella storia del mercato nel 2019, quando si aggiudicò per conto di Cohen il celebre Rabbit (1986) di Jeff Koons da Christie’s per 91 milioni di dollari, allora record assoluto per un artista vivente. Un episodio che attirò ulteriore attenzione anche per una coincidenza politica: uno dei suoi figli, Steven Mnuchin, era in quel momento Segretario al Tesoro degli Stati Uniti.

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