La tradizione incontra la tecnologia: l’IA e i capolavori classici a Venezia
Venezia torna a essere teatro dell’innovazione artistica con The Idea of Sculpture. From the Hand to the Robot, un’ambiziosa mostra ospitata a Palazzo Bollani (30 agosto – 19 novembre 2025). Curata dalla critica d’arte Roberta Semeraro e dalla project manager Giovanna Cicutto, l’esposizione riunisce capolavori del passato e sperimentazioni contemporanee con l’intelligenza artificiale, invitando i visitatori a riflettere sulla continua trasformazione della scultura.
In una città che ospita già la Biennale di Architettura 2025, questa mostra crea un dialogo significativo tra tradizione e tecnologia, tra le botteghe rinascimentali e la nuova era della creatività guidata dagli algoritmi.
Dalla mano al robot: a Venezia, Michelangelo, Studio di tre nudi per una Trasfigurazione (o Studio per gli Apostoli nella “Trasfigurazione”)
La scultura tra tradizione e innovazione
L’idea centrale della mostra è semplice ma profonda: mostrare ciò che è accaduto alla scultura nei secoli, passando dalla mano dell’artigiano alle macchine intelligenti di oggi. A Palazzo Bollani i visitatori possono ammirare non solo opere finite, ma anche schizzi, disegni, modelli tridimensionali e persino un robot-scultore all’opera dal vivo.
Questo confronto di tecniche rivela quanto la disciplina abbia da sempre fatto affidamento sulla scienza e sull’innovazione. Dallo scalpello rinascimentale agli algoritmi moderni, dall’argilla al marmo e al vetro di Murano, la scultura è sempre stata uno spazio di sperimentazione dove materia e visione si incontrano.
Un dialogo tra artisti e opere
La mostra riunisce un gruppo straordinario di artisti e opere, creando un dialogo attraverso il tempo e la tecnologia. Da un lato, tre lavori attribuiti a Michelangelo; dall’altro, le creazioni innovative dell’artista cubana Helena Bacardi, alla sua prima esposizione in Italia.
Le sculture della Bacardi, prodotte con software di intelligenza artificiale e realizzate nei laboratori Tor Art di Carrara e Capas Esculturas di Madrid, rappresentano la fase più recente dell’evoluzione della forma. Tra queste, Semantics, scolpita in marmo rosso e rosa, fonde forza e fragilità in un’astrazione antropomorfa. L’artista presenta anche una nuova versione dell’iconico pipistrello Bacardi della sua famiglia, ricreato in vetro di Murano come omaggio a Venezia.
Dalla mano al robot: a Venezia, Bacardi, Semantics, marmo rosso e rosa
Le opere di Michelangelo in mostra ricordano le origini della tradizione scultorea occidentale:
- Torso maschile (c. 1540), uno schizzo in terracotta per i “Prigioni” della tomba di Giulio II.
- Studio per figura seduta con copricapo ecclesiastico (c. 1524–25), un disegno a penna e inchiostro, forse raffigurante un papa.
- Studio di tre nudi per una Trasfigurazione, realizzato con inchiostro bruno e gessetto nero.
Insieme, rivelano come Michelangelo considerasse gli strumenti non semplici utensili, ma mezzi per liberare la forma dalla materia; un approccio che risuona ancora oggi nei processi algoritmici contemporanei.
Dalla mano al robot: a Venezia, Bacardi, Semantics, Michelangelo (attribuito a), Torso maschile 1540 ca.
Dalla mano al robot: a Venezia, Michelangelo, Studio di una figura seduta con copricapo ecclesiastico (forse un Papa), 1524-1525
La “mostra nella mostra”:
i modelli di Pietrasanta
Una delle sezioni più affascinanti è quella dei 17 modelli tridimensionali provenienti dal Museo dei Bozzetti di Pietrasanta. Questi modelli offrono un raro sguardo sulla vita operativa degli scultori, sottolineando l’importanza del bozzetto: il modello preparatorio che cattura la prima visione dell’artista e la competenza tecnica dell’artigiano.
Le opere in prestito includono lavori di artisti di fama internazionale come:
- Donna con ombrello di Fernando Botero, che unisce cultura europea e latinoamericana con ironia e fantasia.
- Pugno, un potente ma leggero autoritratto di Bezzina.
- Concordia di Giuliano Vangi, dalle linee armoniose.
- Orizzonte di Igor Mitoraj, con la sua testa frammentata e corrosa.
- Piazza di Dani Karavan, uno spazio trasformato in memoria scultorea.
- Un’opera senza titolo di Costantino Nivola.
- Sferosfaldato 2 di Capotondi.
- Sole deposto di Giò Pomodoro, carico di energia dinamica.
- Tensei Tenmoku di Kan Yasuda.
- Light di Antonio Signorini, un lavoro recente che esplora il legame tra corpo e spirito.
Dalla mano al robot: a Venezia, Fernando Botero, Donna con ombrello
Altri modelli includono opere di Lipchitz, Messina, Penalba, Fonseca, Gilardi, Papa e Tagliolini, oltre a un busto di un poeta cubano e stampe commerciali di libri provenienti dalla storica Gipsoteca di Ugo e Dario Luisi.
Come spiega Chiara Celli, direttrice scientifica del Museo dei Bozzetti:
“I modelli selezionati per Venezia offrono una visione della scultura internazionale dal XX secolo a oggi. Testimoniano i profondi e secolari legami tra le botteghe artigiane di Pietrasanta e gli artisti e le istituzioni di tutto il mondo.”
Pietrasanta e il linguaggio globale della scultura
Il Museo dei Bozzetti rappresenta un’istituzione culturale unica. Nato nel 1984 in un clima di creatività e scambio, custodisce oggi oltre 1.000 modelli che raccontano la storia della pratica scultorea: dall’idea alla materia, dalla tecnica artigianale al luogo definitivo. È un museo vivo e inclusivo, costantemente impegnato nella ricerca, in progetti internazionali e collaborazioni.
Negli ultimi anni ha partecipato a mostre come Uffizi Diffusi in Pietrasanta (2022), al Parlamento Europeo di Bruxelles (2023), Design Weekend a Courmayeur (2024) e prossimamente MAP25 a Palafrugell, in Spagna (2025). La collaborazione con Venezia rafforza ulteriormente la sua missione: mostrare il dietro le quinte della scultura come processo, più che come oggetto finito.
Venezia come palcoscenico dell’innovazione
Mettendo a confronto maestri rinascimentali come Michelangelo con artisti contemporanei come Helena Bacardi, e combinando modelli storici con creazioni generate dall’intelligenza artificiale, The Idea of Sculpture. From the Hand to the Robot dimostra che la scultura non è una tradizione statica, ma un linguaggio vivo e in continua evoluzione.
Ambientata a Venezia, città dove arte e architettura si incontrano costantemente, la mostra diventa una riflessione sul futuro della creatività. Dallo scalpello all’algoritmo, dall’argilla al vetro e al marmo, dalla mano al robot, la scultura continua a reinventarsi, offrendo nuovi modi per artisti e pubblico di entrare in relazione con il mondo.
Informazioni pratiche
- Mostra: The Idea of Sculpture. From the Hand to the Robot
- Dove: Palazzo Bollani, Venezia
- Quando: 30 agosto – 19 novembre 2025
- Curatrici: Roberta Semeraro e Giovanna Cicutto
- In collaborazione con: Museo dei Bozzetti di Pietrasanta
- Con il sostegno di: Città di Venezia, Città di Pietrasanta, Regione Toscana
Conclusione
Questa mostra rivoluzionaria a Venezia è più di un’esposizione di opere: è un viaggio attraverso il tempo, la tecnologia e l’immaginazione. Rivela come artisti, da Michelangelo a Helena Bacardi, abbiano sempre cercato nuovi modi per trasformare le idee in materia.
In un mondo in cui l’intelligenza artificiale sta plasmando il futuro, la mostra ci ricorda che la scultura, in tutte le sue forme, continua a essere una delle più potenti espressioni della creatività umana.