Programmazione e residenze: il cuore del progetto
La programmazione si sviluppa lungo tutta la stagione con mostre, installazioni site-specific, performance e incontri, spesso realizzati in collaborazione con istituzioni e protagonisti della scena culturale internazionale.
Elemento centrale dell’iniziativa è il programma di residenze per artisti, chiamati a confrontarsi con un oggetto insolito: l’occhiale. Non più semplice accessorio, ma dispositivo simbolico attraverso cui indagare temi fondamentali dell’arte contemporanea come la visione, l’identità e la rappresentazione.
Il processo creativo si sviluppa in relazione diretta con lo spazio della Misericordia e con il contesto urbano di Venezia, coinvolgendo attivamente i visitatori, che possono osservare non solo le opere concluse ma anche le fasi di realizzazione.
Architettura e restauro: un dialogo tra passato e presente
Dal punto di vista architettonico, il restauro della Misericordia rappresenta un esempio virtuoso di integrazione tra conservazione e innovazione. L’intervento ha valorizzato tutte le stratificazioni storiche dell’edificio, portando alla luce elementi di grande pregio come la copertura lignea trecentesca, tracce decorative originali e una rara finestra gotica.
L’approccio progettuale ha evitato una visione puramente conservativa, trasformando lo spazio in un organismo vivo e flessibile. Il risultato è uno spazio culturale capace di ospitare l’arte contemporanea senza rinunciare alla propria identità storica, ma anzi amplificandola.
Venezia e il futuro degli spazi culturali
Etnia House of Arts si inserisce in una tendenza sempre più diffusa a Venezia: quella di superare il modello espositivo tradizionale per abbracciare formati ibridi che uniscono mostra, laboratorio e residenza artistica.
Come sottolineato da David Pellicer, l’obiettivo è costruire un contesto in cui la relazione tra artisti, pubblico e spazio diventi continua e non episodica. Un luogo in cui la visione non sia soltanto rappresentata, ma attivata attraverso esperienze condivise.
Con questo nuovo progetto, Venezia rafforza il proprio ruolo di capitale internazionale dell’arte contemporanea, confermandosi non solo come custode di un patrimonio unico, ma anche come terreno fertile per nuove sperimentazioni e linguaggi artistici.
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