Arte Salvata, M9 Museo del ‘900 Mestre, mostra
“Saved Art: Masterpieces Beyond War” dal MuMa di Le Havre
Dal 15 marzo al 31 agosto 2025, questa mostra intende mettere in luce la resilienza dell’arte di fronte alla distruzione causata dalla guerra, offrendo una testimonianza condivisa della memoria storica.
Si percepisce un’apparente serenità osservando “Sole d’inverno, Lavacourt” di Claude Monet. La luce gioca sulla neve, tra riflessi ovattati e un tenue arancio all’orizzonte. Dialoga con “La Senna a Vétheuil”, luogo in cui Monet si trasferì da Parigi nell’estate del 1878, spinto dalle difficoltà economiche e preoccupato per la salute della moglie Camille. La Senna diventa uno specchio, i cui colori riverberano malinconia. Curata da Géraldine Lefebvre, direttrice del MuMa, e da Marianne Mathieu, esperta di Impressionismo e Post-Impressionismo, la mostra racconta storie di rinascita.
Claude Monet, La Senna a Vétheuil, 1878, olio su tela 50,5x61,5cm Le Havre, Musée d’Art Moderne André Malraux. Collezione Olivier Senn. Donazione Hélène Senn-Foulds, 2004 © MuMa Le Havre / Charles Maslard
Claude Monet Londres, le Parlement, Trouée de soleil dans le brouillard, 1903 olio su tela Le Havre, Musée d’Art Moderne André Malraux Donazione dall'artista. 1910 © MuMa Le Havre / David Foge
Le opere esposte – molte delle quali sopravvissute ai bombardamenti – sono simboli della ricostruzione di Le Havre, guidata dall’architetto Auguste Perret, processo che portò infine al riconoscimento della città come Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. I dipinti illustrano l’evoluzione artistica della città, mostrando come il suo patrimonio culturale si sia intrecciato al contesto urbano.
Fondato nel 1845, durante un periodo di rapida crescita industriale, il MuMa costruì la propria collezione grazie al contributo di artisti, mecenati e collezionisti, trasformando Le Havre in un centro di avanguardia culturale. Le opere in mostra celebrano questo contributo, a partire dai lavori di Eugène Boudin e Claude Monet. La vitalità dell’Impressionismo è rappresentata anche da Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Maxime Maufra e Henry Moret, mentre la corrente simbolista è evocata dai dipinti di Paul Gauguin, Jean-Francis Auburtin, Ker Xavier Roussel, Maurice Denis e Marie Droppe. Il percorso prosegue con la nascita del Fauvismo, rappresentata da opere di Raoul Dufy e Othon Friesz, insieme alle vedute mediterranee di Albert Marquet e Charles Camoin.
Raoul Dufy, Festa marittima a Le Havre (1925 circa; olio su tela, 91,5 x 111 cm) Le Havre, Musée d’Art Moderne André Malraux. Lascito Émilienne Dufy, 1963 © MuMa Le Havre / Florian Kleinefenn
La mostra racconta non solo la rinascita di Le Havre, distrutta per l’80% dai bombardamenti, ma anche quella di Mestre e Porto Marghera, profondamente colpite dal conflitto. L’incontro tra queste due realtà, a distanza di 80 anni, celebra il potere del patrimonio culturale di conservare e rinnovare la memoria collettiva.
“Il museo di Le Havre ci ha insegnato che l’arte è totalizzante,” spiega Serena Bertolucci, direttrice del Museo M9. “Troverete anche una playlist che accompagna il percorso. Prima di raggiungere il terzo piano, tuttavia, vi attende un’esplorazione fotografica della distruzione urbana di Mestre e Marghera in quegli stessi anni. Siamo tutti chiamati a partecipare alla storia, a contribuire alla rigenerazione rappresentata dal nostro museo.” Attraverso queste opere, la mostra vuole rappresentare un ideale passaggio di testimone tra due città – Le Havre e Mestre – unite dall’esperienza della guerra mondiale, per sottolineare l’importanza del patrimonio culturale nel mantenere viva la memoria collettiva.
“Ci sono molte affinità tra Venezia e Le Havre,” sottolinea il presidente della Fondazione di Venezia, Vincenzo Marinese. “Entrambe sono città portuali, in cui il porto è un punto vitale; entrambe si fondano sulla chimica, la chimica verde, la trasformazione industriale e le energie rinnovabili. Tutto ciò va tenuto insieme da un legame: la cultura.”
L’esperienza espositiva sarà arricchita da suggestioni musicali curate dal musicista veneziano Dario Falcone. Brani di Debussy, Ravel, Messiaen, Malipiero, nonché di Bach, Mozart e Chopin (prediletto da Dufy), accompagneranno la visita, offrendo un’esperienza immersiva nella cultura dei primi decenni del Novecento.
Il racconto di “Arte salvata” si intreccia con la mostra permanente dell’M9 dedicata alla Guerra Mondiale e all’Italia del dopoguerra. A Mestre, una sezione fotografica dedicata alla guerra sarà visibile al secondo e terzo piano del museo per tutta la durata dell’esposizione, con particolare attenzione al bombardamento del 28 marzo 1944, che causò la morte di circa 200 persone. Le immagini documentano le difficoltà affrontate dalla popolazione civile – sfollati e rifugiati – e gli sforzi successivi di ricostruzione.
Arte Salvata, M9 Museo del ‘900 Mestre, mostra
Il programma degli eventi
Un ricco calendario di appuntamenti accompagnerà la mostra. Si inaugura il 26 marzo con lo scrittore Salvatore Giannella, che presenterà le storie dei “salvatori dell’arte” italiani, donne e uomini che si impegnarono a proteggere le grandi opere durante la Seconda guerra mondiale. Seguiranno gli incontri con lo storico Lorenzo Benadusi (12 aprile), che illustrerà la rottura dei paradigmi culturali e l’alba della modernità tra XVIII e XIX secolo. Il musicista Dario Falcone (24 aprile) approfondirà le opere presenti in mostra durante l’evento “Il simbolo e la memoria: la musica europea dei primi del Novecento”. Successivamente, le studiose Laura Mariani e Carlotta Sorba (21 maggio) dialogheranno sulle grandi attrici del teatro italiano tra i due secoli, e il 5 giugno si terrà l’ultimo incontro dedicato a Mestre e Marghera durante la guerra e la ricostruzione.
Nella sala immersiva M9 Orizzonti sarà proiettata l’installazione video “ESCALATION >< INVOLUTION” dell’artista Alessandro Zannier, realizzata con il supporto di OOM: un’opera che riflette sulla correlazione tra decadimento culturale e danno ambientale, in linea con i temi della mostra. La mostra è sostenuta da Intesa Sanpaolo come Main Sponsor, Duferco Energia ed Edison come Sponsor, con la partecipazione della Camera di Commercio di Venezia Rovigo, Generali – Agenzia Venezia San Marco e VeneziaèUnica. Partner mediatici: Rai Radio 3 e Rai Cultura, con il patrocinio di Rai Veneto.
Arte Salvata, M9 Museo del ‘900 Mestre, mostra
Prossimo appuntamento all’M9: “Identitalia” – Il Made in Italy protagonista a Mestre
Il secondo evento dell’anno sarà Identitalia – The Iconic Italian Brands, una celebrazione del patrimonio industriale e creativo del Made in Italy. Curata da Carlo Martino e Francesco Zurlo, la mostra – promossa dal Ministero del Made in Italy e in programma dal 19 settembre 2025 al 15 febbraio 2026 – presenterà loghi storici, pubblicità iconiche e prodotti simbolo di eccellenza. Cento aziende italiane apriranno i loro archivi al pubblico, offrendo un viaggio nella storia e nel design del Paese. L’iniziativa mette in evidenza il ruolo dell’innovazione e della tradizione nell’identità culturale ed economica italiana, proiettando il Made in Italy in una dimensione contemporanea e internazionale.