«È una tradizione che risale all’Ottocento. Periodicamente però va rifatto il mosaico, l’ultima volta lo abbiamo fatto nel 2017. Continuiamo a farlo per tenere questo spazio bello a disposizione di tutti», ha detto Marco Granelli, assessore alle Opere pubbliche di Milano. Il Comune mette in conto il periodico intervento di ripristino delle tessere di mosaico distrutte spiegando che grazie al restauro si potrà continuare a schiacciare i tacchi sull’animale perché il rito fa parte del folklore meneghino da quasi due secoli.
Dunque è stato richiamato in servizio il restauratore di fiducia Gianluca Galli, bellunese, che già nel 2017 si era occupato del restauro del pavimento per i 150 anni della Galleria. Quattro giorni di lavoro, cinquemila euro, e il toro sarebbe tornato come nuovo, annunciava l’assessore, che domenica è stato il primo a postare orgoglioso la foto del restauro terminato nei tempi. Centinaia di utenti hanno notato subito un dettaglio che li ha lasciati perplessi: gli attributi del toro, fulcro del rito scaramantico e motivo principale dell’attrazione turistica, sono apparsi meno evidenti rispetto al passato.
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