Nel cuore di Venezia, affacciata sul Canal Grande e custodita tra le murature di un palazzo quattrocentesco, prende forma una residenza che è molto più di una semplice abitazione: è un manifesto personale dove arte, architettura e design si intrecciano in una narrazione globale. Qui, memorie stratificate e arredi contemporanei convivono in equilibrio, raccontando il ritorno a casa di Giulia Foscari dopo anni trascorsi tra Asia e Sud America.
Veneziana di nascita ma cosmopolita per vocazione, Foscari ha costruito il proprio percorso internazionale collaborando con OMA sotto la guida di Rem Koolhaas, prima di fondare ad Amburgo il collettivo interdisciplinare UNA/UNLESS, impegnato tra progettazione e attivismo ambientale. Il suo rientro in laguna, avvenuto circa un anno fa, coincide con una nuova stagione creativa che la vede coinvolta in diversi interventi culturali a Venezia, tra cui progetti legati alla fondazione di Anish Kapoor e a uno spazio espositivo sostenuto da Dries Van Noten.
Un palazzo che rivela la sua storia
L’edificio poggia su fondamenta trecentesche ed è stato ampliato nell’Ottocento. Il restauro ha avuto come obiettivo principale quello di riportare alla luce le proporzioni originarie cinquecentesche, nel tempo addolcite da interventi successivi. Controsoffitti rimossi, travi antiche nuovamente visibili, varchi murati riaperti e lunette restaurate restituiscono respiro agli ambienti. I pavimenti storici in terrazzo e piastrelle sono stati recuperati con attenzione filologica, mentre una nuova porta a bilico ristabilisce il dialogo tra le stanze del piano nobile.
La luce diventa materia progettuale: l’esposizione a sud permette al sole di attraversare la casa per l’intera giornata, guidando la scelta delle cromie murarie, da un delicato off-white in camera fino a un rosa polveroso nel grande salone. Sul lato opposto, affacciato su un giardino interno, il ritmo cambia: qui il silenzio è interrotto solo dalle note del conservatorio vicino, e trovano posto la biblioteca e gli spazi per gli ospiti. Un nuovo terrazzo, ricavato sopra una struttura novecentesca, estende la vita domestica verso l’esterno.
Arredi iconici e progetti su misura
Gli interni raccontano un viaggio continuo tra passato e presente. Accanto a una scultura cinetica di Carlo Scarpa, capace di moltiplicare i riflessi nella stanza, spicca un tavolo realizzato appositamente dall’amica Sabine Marcelis, con piano sospeso e sfumature rosso-gialle che dialogano con i pavimenti storici.
Molti arredi accompagnano la famiglia da anni: una chaise longue degli Charles and Ray Eames, poltrone di Le Corbusier e un raro pannello di facciata di Jean Prouvé testimoniano l’interesse di Foscari per la scala 1:1 tra architettura e design. A questi si affiancano creazioni più recenti come “Ottagono”, sviluppato per Cassina, e la lampada Criosfera disegnata per Artemide.
Arte come diario personale
Le opere presenti non costituiscono una collezione sistematica, ma piuttosto una mappa emotiva. L’amore per la Cina emerge nella camera padronale, dove un ritratto di Andy Warhol dialoga con un volto di Zhang Xiaogang. Una cassa da trasporto di un’opera diventa tavolino, mentre un meteorite raccolto in Antartide ricorda un altro capitolo fondamentale della sua ricerca legata alla tutela dei territori estremi.
In una delle sale, due colonne ispirate alle incisioni di Giovanni Battista Piranesi si confrontano con immagini fotografiche a lunga esposizione, creando un cortocircuito tra tridimensionalità e visione. Altrove, lavori di artisti provenienti da Sudafrica, Sud America ed Europa costruiscono una stratificazione culturale che riflette perfettamente lo spirito veneziano: aperto, mercantile, profondamente contemporaneo.
Venezia come crocevia creativo
Il vero colpo di scena è l’angolo bar, realizzato attorno a una lastra di marmo dalle venature oceaniche, lasciata volutamente intatta. Un piccolo lusso consapevole, che riassume l’approccio della progettista: attenzione alla sostenibilità, ma anche rispetto per la forza espressiva dei materiali.
Questa casa sul Canal Grande diventa così un laboratorio vivo dove Venezia, arte, architettura e design si fondono in un racconto unitario. Un luogo che custodisce il passato senza nostalgia e accoglie il presente con sguardo internazionale, restituendo l’immagine di una città capace ancora di essere piattaforma globale per la creatività contemporanea.