come un artista italiano ha completato la visione di Gaudí 100 anni dopo la sua morte (e la Lego ha lanciato un nuovo set in suo onore)

 

Da oltre 140 anni, la Sagrada Família svetta tra le strade di Barcellona. Finalmente quest’anno, nel centenario della morte dell’architetto Antoni Gaudí, la basilica è in fase di completamento e i responsabili della chiesa e della città hanno programmato un anno di celebrazioni per commemorare l’occasione.

 

Nell’Europa medievale e rinascimentale, il completamento delle cattedrali richiedeva secoli, evolvendosi stilisticamente man mano che venivano costruite. La Sagrada Família, in questo senso, è una continuazione della tradizione. La stravagante basilica non ha preteso che ogni colpo di scalpello fosse di Gaudí, ma si dichiara invece apertamente un palinsesto, stratificato con successive interpretazioni delle volontà dell’architetto.

Quando Gaudí rilevò il progetto all’inizio degli anni Ottanta del XIX secolo e ne rimodellò il design secondo il suo stile creativo ed esuberante, immaginò di completarlo entro un decennio, un obiettivo che si rivelò estremamente ottimistico. L’architetto morì improvvisamente nel 1926, investito da un tram mentre andava a confessarsi. Il suo laboratorio conteneva modelli, disegni e calchi in gesso che descrivevano in dettaglio il resto della sua visione, ma 10 anni dopo, durante i primi giorni della Guerra civile spagnola, gli anarchici appiccarono il fuoco al suo archivio che andò in parte distrutto. I cantieri furono sospesi e riaperti nei decenni successivi, guidati da un gruppo di artisti e architetti che cercarono di bilanciare lo stile unico di Gaudí con elementi dell’estetica contemporanea.

Sagrada Familia Barcellona, Gaudì
Cattedrale Sagrada Família a Barcellona, Spagna da Placa de Gaudi
Foto C messier. Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0
Sagrada Familia Barcellona, Gaudì
Cattedrale Sagrada Família a Barcellona, Spagna, Cruz Jesùs
Foto di Canaan. Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0
Sagrada Familia Barcellona Gaudì
Soffitti della Cattedrale Sagrada Família, Barcellona, Spagna
Foto di Alvesgaspar. Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

Una delle parti fondamentali di cui si attendeva il completamento era la sommità della Torre di Gesù Cristo. Si tratta di un elemento essenziale che Antoni Gaudí aveva già previsto nei suoi progetti della Basilica, come si evince negli Àlbums del Temple, pubblicati per lo sviluppo del Tempio mentre l’architetto era in vita, dove si trova un riferimento esplicito all’Agnello di Dio. È questo il soggetto pensato per il fulcro monumentale della chiesa più alta del mondo che raggiunge i 172 metri di altezza. Il 20 settembre 2023, il Consiglio di Amministrazione della Junta Constructora de la Sagrada Família ha deciso di avviare un concorso per selezionare l’opera che rappresenterà l’Agnus Dei. A partecipare sono stati invitati cinque artisti di rilievo internazionale: gli italiani Edoardo Tresoldi e Andrea Mastrovito, il portoghese David Oliveira e gli spagnoli Gonzalo Borondo e Jordi Alcaraz. Gli architetti presentarono un bozzetto e un modello tridimensionale dell’opera in scala ridotta, ognuno con il suo stile, e nel 2024 arrivò il verdetto che dichiarava vincitore l’artista bergamasco Andrea Mastrovito.

A Barcellona gli architetti catalani gli parlarono del rigore indispensabile per seguire le indicazioni lasciate quasi un secolo fa da Antoni Gaudí. Pur seguendo le centenarie tracce lasciate dal maestro, Mastrovito è stato ispirato da un libro che con la religione c’entra poco, Il grande spettacolo del cielo, scritto dall’astrofisico Marco Bersanelli. In quel libro Bersanelli spiega come il profilo della torre di Gesù della Sagrada Familia e la sua geometria basata sugli iperboloidi siano coerenti con le teorie della formazione delle galassie e quindi con ciò che finora si conosce dell’espansione dell’universo. Bersanelli suggerisce che l’architettura di Gaudì faccia con i mattoni ciò che l’universo fa con la materia: organizza il caos per permettere alla luce di manifestarsi e di essere percepita.

Sagrada Familia Barcellona Gaudì
Cattedrale Sagrada Família Barcellona, Spagna. Foto Fred Romero. Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 2.0

Compare così l’idea per il suo Agnus dei, un agnello simbolo di Gesù Cristo che diventerà una scultura formata da migliaia di schegge di vetro, incastonato in raggi luminosi intrecciati a forma di iperboloide iperbolico, una sorta di cilindro torto e avviluppato su se stesso. L’agnello sarà poco più grande di un agnello vero, con il capo rivolto all’indietro, verso il basso, «simbolo dello sguardo nostalgico di Cristo verso l’umanità». Ognuna delle migliaia di schegge di vetro invece simboleggia una sofferenza umana assunta da Cristo. Nell’iconografia cristiana l’Agnus dei rappresenta appunto Gesù Cristo nel suo ruolo di vittima sacrificale, che attraverso la morte e la risurrezione redime l’umanità. La scultura dell’agnello sarà circondata da raggi lunghi circa tre metri rivestiti in foglia d’oro che incrociandosi formeranno l’iperboloide. All’interno di ogni raggio saranno inserite luci led che illumineranno le scritte incise, citazioni della Bibbia scelte insieme ai teologi che stanno collaborando con gli architetti della Sagrada Familia: ognuna è tratta da passaggi che parlano dell’Agnus dei. Per finire, grazie ad alcuni elementi rivestiti di fosforo, l’Agnus dei sembrerà brillare di luce propria e sarà visibile anche dall’esterno della basilica.

A celebrare ulteriormente il grande traguardo del completamento della Sagrada Familia la Lego ha deciso di lanciare sul mercato il suo più grande set mai realizzato. La replica della cattedrale di Barcellona sarà composta da 12.060 pezzi per un prezzo di 750 euro, e sarà disponibile dal 1 novembre 2026. “Abbiamo sentito un’immensa responsabilità nel rendere giustizia alla Sagrada Família attraverso questo progetto”, ha detto Rok Žgalin Kobe, designer di Lego Architecture. La Sagrada Familia di Lego potrà essere suddivisa in sezioni, rivelando l’interno, illuminato da vetrate artistiche ricreate fedelmente. “Il nostro obiettivo era onorare la visione di Gaudí con il massimo rispetto, catturando il ritmo della costruzione della basilica, la sua straordinaria complessità e ambizione, e traducendo tutto ciò in un’esperienza di costruzione immersiva”, ha aggiunto Rok Žgalin Kobe.

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