Nel panorama dell’Arte Contemporanea internazionale, pochi nomi hanno avuto un impatto tanto forte quanto quello di Larry Gagosian. Nel corso di decenni, il celebre gallerista americano ha trasformato la propria attività in un vero e proprio impero globale, ridefinendo il ruolo della galleria e modificando gli equilibri del mercato artistico internazionale.
Ora la sua figura diventa protagonista di un nuovo progetto cinematografico destinato a far discutere il sistema dell’arte contemporanea. Il regista canadese Barry Avrich ha infatti annunciato la realizzazione di
Il film, sviluppato lontano dai canali ufficiali della Gagosian Gallery, sarebbe nato senza il coinvolgimento diretto dell’entourage della galleria, suscitando curiosità e attenzione negli ambienti vicini al mercato dell’arte contemporanea. Proprio questa distanza dalle strutture istituzionali rappresenta uno degli aspetti più discussi del progetto, che si propone di raccontare il lato meno visibile di uno dei sistemi più influenti del settore.
Al centro del documentario ci saranno testimonianze dirette di ex dipendenti, artisti, collaboratori e insider del mercato, chiamati a ricostruire dinamiche raramente raccontate pubblicamente. L’obiettivo non sembra essere soltanto quello di tracciare la biografia di un grande gallerista, ma piuttosto quello di analizzare i rapporti di potere che regolano il segmento più esclusivo del mercato dell’arte contemporanea, quello delle opere “blue chip” e dei collezionisti internazionali.
Per Barry Avrich non si tratta della prima incursione nel sistema artistico globale. Già nel 2017 aveva diretto
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