L’immagine che emerge
Dipinti contemporanei tra figurazione e astrazione di Marjan Fahimi
Marjan Fahimi è un’artista contemporanea iraniana le cui opere pittoriche esplorano il sottile confine tra figurazione e astrazione. Ispirandosi sia ai paesaggi urbani sia a quelli naturali, sviluppa un processo pittorico altamente sperimentale, in cui il caso, la trasformazione della materia e l’intuizione diventano parti essenziali dell’atto creativo.
I suoi dipinti contemporanei sono realizzati attraverso molteplici stratificazioni di colore, parzialmente rimosse per permettere a forme inattese, texture e tracce visive di emergere dalla superficie. Questo processo di sottrazione rivela immagini che sembrano esistere tra memoria e percezione, invitando lo spettatore a scoprire paesaggi, figure e narrazioni emotive nascoste nella materia pittorica.
Piuttosto che offrire rappresentazioni definite, le opere di Fahimi rimangono aperte all’interpretazione. Ogni dipinto diventa uno spazio in cui materia e immaginazione si incontrano, incoraggiando un dialogo personale tra l’opera e l’osservatore. Attraverso questo continuo equilibrio tra astrazione e riconoscimento, Marjan Fahimi crea dipinti contemporanei che celebrano l’incertezza, la scoperta visiva e il potenziale poetico del processo pittorico.
Lightening 2019
Tecnica mista e resina su tavola, d. 88 cm
The dog days are over 2023
Tecnica mista e resina su tavola, d. 100 cm
The secret garden 2025
Tecnica mista e resina su tavola, d. 85 cm
Marjan Fahimi (Tehran, Iran, 1982) is an Iranian contemporary artist based in Rome. She began studying painting at the age of fifteen at Hossein Maher’s Studio in Tehran before continuing her education in Italian Language and Literature at the University of Tehran.
La sua carriera artistica è iniziata con mostre personali a Teheran, tra cui Urban Details (2003) e Birds (2004). Nello stesso anno si è trasferita a Roma per studiare Architettura, dove l’incontro con l’arte rinascimentale e barocca ha influenzato profondamente la sua ricerca artistica.
Ispirandosi sia ai paesaggi urbani sia a quelli naturali, Fahimi ha sviluppato una pratica pittorica distintiva che esplora il rapporto tra figurazione e astrazione attraverso superfici stratificate, processi di sottrazione e trasformazione della materia. Dal 2016 ha introdotto nelle sue opere pittoriche contemporanee l’uso della resina trasparente, valorizzandone la profondità, la luminosità e la dimensione sensoriale.
Oggi, le sue opere indagano la percezione, la memoria e il dialogo poetico tra materialità e immaginazione.















