Diversi nomi sono stati collegati a Banksy in passato, tra cui Robert Del Naja (frontman dei Massive Attack), Robin Gunningham, Neil Buchanan di Art Attack o persino un collettivo artistico di Bristol. Il nome Gunningham emerse per la prima volta in quello che il Daily Mail nel 2008 definì uno “scoop mondiale”, descrivendolo come “un ex studente di scuola privata cresciuto in un ambiente borghese di periferia”.
Secondo Reuters, Banksy sarebbe nato come Robin Gunningham ma avrebbe successivamente adottato il nome David Jones. Gli sforzi straordinari per mantenere segreta la sua identità iniziarono però a incrinarsi nel settembre del 2000, quando venne accusato di aver imbrattato un cartellone pubblicitario a New York.
Quando il murale della vasca da bagno e altre opere di Banksy iniziarono ad apparire in Ucraina alla fine del 2022, Reuters si interrogò su chi fosse l’artista e su come fosse riuscito a realizzare quell’azione. Horenka, un villaggio nei pressi di Kyiv, si trova a meno di otto chilometri da Bucha, dove sette mesi prima le forze russe avevano lasciato sul terreno almeno 300 civili morti. Un giorno, tre persone scesero da un’ambulanza fermatasi davanti a un edificio distrutto a Horenka. Una indossava una felpa grigia, un’altra un cappellino da baseball; entrambe avevano il volto coperto da maschere, mentre la terza, senza maschera, era Giles Duley, fotografo documentarista che accompagnava gli artisti anonimi. I due uomini mascherati portarono fuori dall’ambulanza degli stencil in cartone e li fissarono a quella che un tempo era la parete interna di un appartamento distrutto dai bombardamenti russi. Poi tirarono fuori le bombolette spray e iniziarono a dipingere. In pochi minuti comparve un’immagine surreale: un uomo barbuto in una vasca da bagno che si lava la schiena in mezzo alle macerie.