Tra design e scultura: il marmo come illusione percettiva

Valeria Vaccaro alla Milano Design Week 2026 con Ossimoro, collezione di mobili in marmo, all'interno del progetto MIMESIS
Valeria Vaccaro alla Milano Design Week 2026 con Ossimoro, collezione di mobili in marmo, all'interno del progetto MIMESIS
Valeria Vaccaro alla Milano Design Week 2026 con Ossimoro, collezione di mobili in marmo, all'interno del progetto MIMESIS
Valeria Vaccaro alla Milano Design Week 2026 con Ossimoro, collezione di mobili in marmo, all'interno del progetto MIMESIS
Ossimoro una collezione di Valeria Vaccaro (progetto MIMESIS). Foto: Studio Eller, Francesco Marano. Courtesy DILMOS 

Ossimoro: una riflessione sugli opposti

All’interno di MIMESIS, progetto presentato in Via San Marco a Milano durante il Fuorisalone 2026, Valeria Vaccaro sviluppa Ossimoro, un lavoro costruito sulla tensione tra elementi opposti e sulla possibilità della materia di cambiare identità. Il progetto lavora sul continuo scarto tra ciò che un oggetto sembra essere e ciò che è realmente, mettendo in crisi il riconoscimento immediato della materia

Una collezione tra design e arte

Il progetto si sviluppa come una collezione di arredi e superfici scultoree in cui ogni elemento partecipa alla stessa operazione percettiva. Specchi, libreria, mensole e tavolo condividono un principio comune: il marmo di Carrara viene trasformato per assumere l’aspetto del legno bruciato, con venature, nodi e segni di combustione che ne alterano la lettura.

Gli specchi riprendono le celebri opere Tree of Life dell’artista, aggiungendo la superficie riflettente che ne amplifica e moltiplica la forma. La libreria in ferro con mensole in marmo mette in contrasto struttura industriale e superficie ingannevole, mentre le mensole a parete e il tavolo in vetro con gambe scultoree — ispirate alle briccole veneziane o a tronchi erosi dall’acqua — costruiscono un ambiente domestico in cui il legno viene evocato ma negato nella sua sostanza.

Il risultato è uno spazio in cui il calore visivo del legno si scontra con la natura fredda e compatta del marmo, generando una tensione costante tra ciò che appare accogliente e ciò che invece rimane distante e artificiale.

La materia come ambiguità: una mimesis contemporanea

In Ossimoro, il marmo — materiale associato a permanenza e solidità — viene spinto a imitare ciò che gli è opposto. Non si limita a rappresentare il legno, ma ne assume l’apparenza, mantenendo però la propria natura fredda e minerale. Questo scarto tra ciò che si vede e ciò che si tocca genera un corto circuito percettivo che definisce l’intero lavoro.

Nel contesto di MIMESIS, l’intervento di Valeria Vaccaro costruisce un ambiente in cui design e scultura non sono separati, ma coincidono nello stesso gesto di trasformazione della materia, dove ogni oggetto diventa un esercizio di ambiguità visiva e tattile.

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